Qualcosa di Verde

martedì, maggio 13, 2008

Appello per Monte Gennaro


Lettera aperta di Paolo Piacentini, presidente del parco dei Monti Lucretili, a Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.


On Presidente ,

mi trovo costretto a scriverLe di nuovo in forma di lettera aperta sul problema ormai noto delle antenne su Monte Gennaro , precisandole che non lo faccio assolutamente per smania di protagonismo ma solo ed esclusivamente per chiedere la riapertura di un confronto con il territorio su una problematica molto sentita dai cittadini e dalle istituzioni locali . La mia determinazione in questa battaglia , la stessa di tanti altri, l’ho sempre riportata in un ambito istituzionale perché a questo mi costringe il ruolo di Presidente del Parco , ma le ragioni del territorio sono così grandi che un mio cedimento sarebbe una sconfitta per tutti , in primis per il Parco . Caro Presidente le chiedo, come ha già fatto l’Assessore all’Ambiente della sua Giunta con lettera di qualche mese fa , di riaprire il confronto con le istituzioni e cittadini proprio per non rendere vani gli importanti investimenti che la Regione sta facendo a favore del Parco Regionale dei Monti Lucretili, di cui ovviamente ne siamo grati . Si perché se Monte Gennaro continua a perdere il suo fascino , è la montagna più frequentata dagli escursionisti romani, sarà l’immagine stessa del Parco ad essere danneggiata e Lei sa meglio di me che quando un simbolo viene defenestrato perde di valore tutto ciò di cui si circonda . E’ proprio questo il caso di Monte Gennaro , se lei guarda la simulazione fatta dagli Uffici Tecnici della nostra Direzione vedrà che addirittura il traliccio previsto in un progetto preliminare supera in altezza la vetta di Monte Gennaro . Pensi all’impatto visivo per gli escursionisti che su Monte Gennaro ci salgono per guardare un meraviglio ed unico panorama sulla campagna romana . Ma purtroppo il danno rischia di non essere solo estetico vista la vicinanza con la vetta ; alcuni esperti di inquinamento elettromagnetico ci dicono che in base alla potenza installata la fascia di rispetto potrebbe arrivare fino alla cima , allora i giochi sarebbero fatti ; il PARCO SENZA LA FRUIBILITA’ DI MONTE GENNARO NON AVREBBE PIU’ SENSO . In questo primo anno di lavoro il Consiglio Direttivo ha messo in piedi anche un processo di revisione del Piano d’Assetto proprio per cercare di rispondere ad alcune importanti esigenze delle comunità locali e ci piacerebbe riavviare anche sul versante antenne una nuova stagione anche alla luce di importanti novità in campo tecnologico che tra qualche anno potrebbero aprire la strada ad una diversa gestione della trasmissione radio televisiva. Si parla sempre di puntare all’innovazione e dalle esperienze concrete come questa , dall’esigenza legittima di risolvere un problema sanitario di migliaia di cittadini romani che può nascere uno studio approfondito che aiuti a non spostare il problema ma a risolvere in avanti, appunto innovando . Ci siamo domandati spesso, devo dire con un senso di impotenza ma con tanto amore per la tutela e valorizzazione del nostro territorio, il perché di una mancata risposta alla richiesta di riaprire almeno il confronto ; ci siamo chiesti perché tutta questa urgenza verso un piano che forse verrà attuato solo tra qualche anno, il periodo necessario al più che propabile superamento tecnologico degli attuali impianti .

Le mi dirà : ma li le antenne già ci sono ! Ed è proprio questo il problema , la Conferenza dei Servizi potrebbe essere il momento in cui mettere sul tappeto tutte le ipotesi alternative , verificare di nuovo le necessità di interventi così impattanti .

Caro Presidente , le rivolgo un appello; venga a vedere con i suoi occhi il panorama che si gode da Monte Gennaro , passi una giornata con noi con gli operatori che ogni giorno portano avanti iniziative a favore del territorio vedrà le tante cose importanti che stiamo mettendo in piedi . Il 14 maggio ci farà l’onore dell’ennesima presenza , nel Comune di Licenza, la Signora RODARI che l’anno scorso abbiamo eletto ad ambasciatrice del Parco , mi farebbe piacere , parlo a nome di tanti rappresentanti istituzionali, se anche Lei, una volta, volesse incontrarla insieme ai tanti insegnanti ed alunni ai quali , ogni giorno, cerchiamo di trasmettere l’amore per il Parco . Tanti di questi ragazzi accompagnati dai propri genitori sono saliti con noi il 30 marzo in occasione della cerimonia di riposizionamento della Croce su Monte Gennaro ed hanno compreso il senso della nostra battaglia . Io sono fiducioso di vederla, quanto prima, qui da noi e poterle dimostrare che la tutela di Monte Gennaro non deve valere per me o per qualche interesse di parte , vale come valore in se di Conservazione della Natura per lasciare alle future generazioni il godimento del panorama più bello sulla Città Eterna senza avere un orizzonte deturpato . Tanti dicono si ma bisogna dare un alternativa, premesso che come ho ricordato , metteremo sul tappeto tutti i dati tecnico- scientifici a giustificazione delle nostre ragioni ma un dato deve essere fondamentale

LA NATURA HA UN VALORE INTRINSECO CHE E’ SUPERIORE A QUALSIASI CALCOLO ECONOMICO – UN VALORE CHE CI RENDE RICCHI NELLO SPIRITO E NELL’ANIMA . I PARCHI HANNO QUESTA MISSIONE PRIMARIA CHE OGNI GIORNO CERCHIAMO DI TRASMETTERE AI GIOVANI , NON RENDIAMO TUTTO VANO .

Nei prossimi giorni camminerò tra i comuni del Parco per confrontarmi con i cittadini e raccontare le cose belle che il Parco fa e può fare ma anche per ascoltare critiche e proposte , mi piacerebbe poter dire che la Regione oltre a darci tante opportunità con progetti e finanziamenti ha anche riaperto il confronto sulle antenne . Saremmo in molti ad esserne felici .

UN GRAZIE VERAMENTE DI CUORE

Paolo Piacentini

lunedì, maggio 12, 2008

Il rinnovamento dei Verdi

Velocissime riflessioni sul consiglio federale dei Verdi del 10 e 11 maggio 2008. Ottima la gran parte degli interventi. Lucide ed efficaci molte analisi. Qualcuna di grande livello, come quelle di Boato e di Grazia Francescato. Da ogni parte si evidenziavano le criticità del partito. Criticità che probabilmente non erano la causa della sconfitta, ma che - a detta di tutti - rappresentavano comunque dei limiti del partito che bisognava superare per riportarsi al centro dell'agone politico nella migliore delle situazioni. Uno degli elementi di critica è stato il meccanismo fasullo del tesseramento. Di cui tutti sono a conoscenza, che tutti (almeno a parole) biasimano, ma che poi non si è in grado di eliminare. Anzi. Tutti d'accordo nel dire che c'è una alterazione della rappresentanza (perché un sistema di tessere "drogato" altera il rapporto tra la base e gli eletti), ma poi subito pronti a rifarsi a quello stesso meccanismo per gestire quel po' di potere assembleare che serve a scegliere il nuovo indirizzo dei Verdi. Metodi vecchi indirizzo nuovo quindi. A qualcuno potrebbe venire qualche dubbio, ma proviamo a puntare sulla buona fede.
Saltano però tutte le trattative per cercare un percorso comune. Anzi si mette in chiaro che la logica deve comunque essere quella lottizzatoria. Quanti voti hai? (quante tessere quindi...) Allora ti spetta un posticino dentro al comitato dei garanti. Altrimenti a casa. Si garantirà la discontinuità nel segno della continuità. In pratica il gruppo di potere è lo stesso, però da adesso saremo più buoni. E magari daremo pure spazio alle minoranze. Sì, però da domani, o forse da dopodomani. Vedremo. Adesso no. Sia mai che qualcuno si metta davvero in testa di cambiare qualcosa.

QdV

domenica, maggio 11, 2008

Mozione al Consiglio Federale Nazionale dell'11 maggio 2008

Dalle altisonanti dichiarazioni del dibattito assembleare sembrava che ci fosse spazio per rivedere alcuni meccanismi e alcune dinamiche di un partito in grande crisi. Su queste basi abbiamo provato a presentare una mozione "di rinnovamento", il cui contenuto è poi confluito nella mozione a prima firma Diolaiti che si è rivelata minoritaria (20 per cento dei voti).


Il Consiglio Federale Nazionale dei Verdi,

Preso atto delle dimissioni del presidente dell’esecutivo nazionale dei Verdi;

Valutata con seria preoccupazione il quadro politico delineatosi e l’allarme causato dalla situazione che si è determinata nei Verdi;

Considerato necessario un profondo rinnovamento della classe dirigente senza le solite logiche calate dall'alto e non discusse insieme in assemblea;

Ritenuta urgente una riforma organizzativa del partito per costituire localmente luoghi di incontro con i cittadini e per dare risposte ai problemi reali sociali, ambientali ed economici;

Considerato il grande bisogno di fare "qualcosa di verde" per restituire identita e credibilità ad un partito che troppo spesso è stato schiacciato da dinamiche legate più a tatticismi politici che non ad una irrinunciabile coerenza programmatica;

1. accoglie le dimissioni del presidente e dell’esecutivo nazionale dei Verdi in quanto espressione di una chiara assunzione di responsabilità politica;

2. approva i seguenti indirizzi (è richiesta l'approvazione per punti):

· La libertà di scelta delle alleanze sui programmi a livello nazionale, regionale, provinciale e nei comuni capoluoghi di provincia, con la presentazione del simbolo dei Verdi e di un programma ecologista;

· La necessità di anteporre i programmi ed i contenuti ad ogni altro tipo di valutazione e la rigorosa interlocuzione degli eletti con la federazione territoriale di cui sono espressione;

· Una riforma statutaria verso una confederazione su base regionale, provinciale e municipale, con una struttura nazionale leggera

· La scelta della rotazione delle cariche e l'incompatibilità dei doppi incarichi sullo stesso livello (nazionale, provinciale e comunale)

· La rappresentanza sarà affidata ad ogni livello a due coportavoce (una donna ed un uomo, entrambi rappresentanti legali) e negli organismi vi deve essere la parità di genere

· Un meccanismo di rappresentanza e di distribuzione delle risorse che si basi per il 75% sui risultati elettorali e per il 25% sulle adesioni

· La ridistribuzione dei finanziamenti pubblici nella misura del 50% alle regioni e del 50% al nazionale

· L'aumento del 15% del contributo al partito da parte degli eletti e dei nominati di tutti i livelli

· Una campagna di adesione che riprenderà dopo la fase di rifondazione con una quota annuale simbolica dell’1% del reddito netto mensile (10 euro per ogni 1000 euro)


Ilaria Ferri

Tullio Berlenghi

Gina Truglio

Andrea Brutti

Massimo Paolicelli

Annamaria Procacci

Gabriele Volpi