Mozione al Consiglio Federale Nazionale dell'11 maggio 2008
Dalle altisonanti dichiarazioni del dibattito assembleare sembrava che ci fosse spazio per rivedere alcuni meccanismi e alcune dinamiche di un partito in grande crisi. Su queste basi abbiamo provato a presentare una mozione "di rinnovamento", il cui contenuto è poi confluito nella mozione a prima firma Diolaiti che si è rivelata minoritaria (20 per cento dei voti).
Il Consiglio Federale Nazionale dei Verdi,
Preso atto delle dimissioni del presidente dell’esecutivo nazionale dei Verdi;
Valutata con seria preoccupazione il quadro politico delineatosi e l’allarme causato dalla situazione che si è determinata nei Verdi;
Considerato necessario un profondo rinnovamento della classe dirigente senza le solite logiche calate dall'alto e non discusse insieme in assemblea;
Ritenuta urgente una riforma organizzativa del partito per costituire localmente luoghi di incontro con i cittadini e per dare risposte ai problemi reali sociali, ambientali ed economici;
Considerato il grande bisogno di fare "qualcosa di verde" per restituire identita e credibilità ad un partito che troppo spesso è stato schiacciato da dinamiche legate più a tatticismi politici che non ad una irrinunciabile coerenza programmatica;
1. accoglie le dimissioni del presidente e dell’esecutivo nazionale dei Verdi in quanto espressione di una chiara assunzione di responsabilità politica;
2. approva i seguenti indirizzi (è richiesta l'approvazione per punti):
· La libertà di scelta delle alleanze sui programmi a livello nazionale, regionale, provinciale e nei comuni capoluoghi di provincia, con la presentazione del simbolo dei Verdi e di un programma ecologista;
· La necessità di anteporre i programmi ed i contenuti ad ogni altro tipo di valutazione e la rigorosa interlocuzione degli eletti con la federazione territoriale di cui sono espressione;
· Una riforma statutaria verso una confederazione su base regionale, provinciale e municipale, con una struttura nazionale leggera
· La scelta della rotazione delle cariche e l'incompatibilità dei doppi incarichi sullo stesso livello (nazionale, provinciale e comunale)
· La rappresentanza sarà affidata ad ogni livello a due coportavoce (una donna ed un uomo, entrambi rappresentanti legali) e negli organismi vi deve essere la parità di genere
· Un meccanismo di rappresentanza e di distribuzione delle risorse che si basi per il 75% sui risultati elettorali e per il 25% sulle adesioni
· La ridistribuzione dei finanziamenti pubblici nella misura del 50% alle regioni e del 50% al nazionale
· L'aumento del 15% del contributo al partito da parte degli eletti e dei nominati di tutti i livelli
· Una campagna di adesione che riprenderà dopo la fase di rifondazione con una quota annuale simbolica dell’1% del reddito netto mensile (10 euro per ogni 1000 euro)
Ilaria Ferri
Tullio Berlenghi
Gina Truglio
Andrea Brutti
Massimo Paolicelli
Annamaria Procacci
Gabriele Volpi


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