Qualcosa di Verde

sabato, febbraio 16, 2008

Basta con l'ambientalismo del NO

Veltroni: "No all'ambientalismo del no"

"Basta con l'ambientalismo che cavalca ogni potresta e impedisce di fare le infrastrutture - dice Veltroni - Una volta assunta la decisione o divieto di revoca o sanzioni"



Questa è la breve dichiarazione di Veltroni in materia ambientale che ho letto questa mattina sulle notizie on line (da "Repubblica" una delle voci ufficiali del Partito Democratico, che, insieme al Partito delle libertà, detiene il controllo quasi totale dei media). La dichiarazione segue quella, straordinaria, dell'ambientalismo del fare. La determinazione con cui il leader del PD continua ad inseguire il Silvio nazionale è sconcertante. Alcuni slogan, probabilmente efficaci sul piano della comunicazione (ambientalisti sì, ma non frenati dall'ideologia), ricordano la contraddittorietà delle passate campagne elettorali di Forza Italia, in cui si vedevano manifesti che inneggiavano all'ambiente, si leggevano programmi pieni di attenzione alla tutela del territorio e degli ecosistemi, ma poi, nei fatti, durante i governi Berlusconi, abbiamo assistito al varo di ben due condoni edilizi, ad una progressiva deregulation delle norme di tutela ambientale e di sicurezza (sempre "per fare", per non rimanere bloccati da leggi e leggine che frenano le aziende, la produzione, l'economia), alla scandalosa "legge obiettivo" per un faraonico piano di opere pubbliche. Quest'ultima molto criticata anche dai DS e dalla Margherita quando erano all'opposizione, ma che poi hanno ritenuto non tanto male quando a gestirne i meccanismi potevano essere loro. E infatti si sono guardati bene non solo dall'idea di abrogarla, ma anche di rivederne l'impostazione strategica, basata principalmente sul rafforzamento delle opere destinate alla mobilità su gomma e sull'alta velocità ferroviaria, ossia delle opere a maggiore impatto ambientale e strumentali ad un modello trasportistico che, in teoria, bisognerebbe rivedere profondamente. E allora, sì, certo, un bel tocco all'immagine con l'ecobus e qualche parolina sparsa di qua e di là a sottolineare l'importanza di difendere l'ambiente, magari mettendo qualche "ambientalista" in lista, tanto per far vedere quanto è importante, ma poi, quando si comincia a parlare di tutto ciò che ha a che fare con il profitto, gli appalti, lo sviluppo, insomma quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e allora non c'è più posto per le belle parole e si passa alle cose serie. E c'è già chi sospetta che il prossimo condono edilizio possa avere la firma di Walter Veltroni...