Qualcosa di Verde

giovedì, agosto 03, 2006

Parlamento in vacanza


Oggi terminano i lavori parlamentari. Il dibattito tra maggioranza e opposizione si trascina stancamente in attesa della sospirata pausa estiva. Alcuni interventi dell'attuale opposizione assomigliano molto a quelli che della precedente opposizione. Lo stesso si può dire per gli interventi della maggioranza. Tutto ciò lascia una sgradevole sensazione. Un cittadino non particolarmente attento alle questioni politiche si farebbe facilmente indurre al qualunquismo, al "tanto sono tutti uguali" e questo dibattito sembra voler confermare l'abusato luogo comune. Senza entrare nel merito dei provvedimenti - sempre innovativi e indispensabili per chi li propone e sempre portatori di miseria e drammi per chi li contrasta - bisognerebbe concentrarsi sulla questione del metodo. La fiducia non poteva essere considerata una scorrettezza nei confronti del Parlamento fino a pochi mesi fa e adesso uno strumento necessario (e viceversa). Il ricorso alla fiducia - così come il ricorso alla decretazione d'urgenza - andrebbe fatto con molta misura, cautela e discrezione e non si può dar torto a chi, nella minoranza, ne contesta e stigmatizza l'evidente abuso delle ultime settimane.
Fa solamente sorridere che a dare lezioni di stile istituzionale sia la stessa coalizione che, quando era al governo, ha umiliato il ruolo del Parlamento, pur avendo numeri ben più confortanti di quelli dell'attuale maggioranza. Qualcuno dei ritrovati paladini della Carta Costituzionale adesso minaccia l'agitazione delle "piazze" qualora il Governo dovesse decidere di porre la fiducia sulla finanziaria. Neanch'io condivido l'uso della fiducia sul principale provvedimento di politica economica del Governo, ma bisognerebbe ricordare che il Governo Berlusconi è stato capace di mettere la fiducia in entrambi i rami del Parlamento proprio sull'ultima legge finanziaria (quella per l'anno in corso per intenderci). Speriamo quindi che questo traballante centrosinistra trovi la dignità per andare avanti con le proprie forze, altrimenti trovi il coraggio di ammettere che mancano le condizioni per la propria azione politica. Ma è avvilente dare legittimità ai predicozzi morali proprio di chi, fino a poche settimane fa, ha fatto strame della correttezza e del rispetto istituzionale.

Tullio Berlenghi