Qualcosa di Verde

martedì, maggio 23, 2006

No ai Suv nei centri storici


Cosa ci si aspetta da un ministro dell'ambiente, soprattutto se ambientalista e - perché no? - autorevole esponente del partito (quello dei Verdi) che fa delle questioni ambientali uno degli elementi portanti della propria azione politica? E' facile. Ci si aspetta che dica appunto "qualcosa di verde" e, soprattutto, che faccia "qualcosa di verde" (magari anche più di qualcosa).
E una delle prime uscite del ministro Alfonso Pecoraro Scanio è stata proprio quella di dire quel "qualcosa di verde" che ci si aspettava: "Fuori i SUV dai centri storici". Certo, detta così è una semplificazione priva di senso. E, in effetti, non è stata detta propriamente così. Però, visto e considerato che i media hanno bisogno di semplificazioni (più i media che i lettori credo, i quali molto spesso sono più attenti e preparati di quanto qualcuno non voglia pensare) la frase ad effetto è "fermiamo i SUV" o qualcosa del genere e con questa si fanno i titoli dei giornali.
La questione è senza dubbio più complessa e rientra nella politica della mobilità urbana che andrebbe adottata nel nostro paese e soprattutto nelle nostre città di medie e grandi dimensioni. Precludere ai SUV l'accesso ai centri storici non risolve certo i molti problemi che affliggono i nostri insediamenti urbani, ma il segnale è ben preciso e va interpretato correttamente. Non è l'azione demagogica e vessatoria nei confronti di una categoria di automobilisti, ma l'affermazione della necessità di adottare - cominciando dall'ambito urbano - un modello di mobilità che non sia energivoro, che non sia inquinante, che non sottragga inutilmente spazio alla collettività e che aumenti l'insicurezza complessiva, specialmente per gli utenti deboli della strada (anziani, pedoni, portatori di handicap, ciclisti). I SUV sono esattamente la concentrazione di tutto ciò che va nella direzione sbagliata ed è per questo che è giusto penalizzarli. Ben venga quindi questo primo passo per restituire alle nostre città una corretta dimensione di vivibilità, ma senza dimenticare che molte altre cose debbono essere fatte e possibilmente senza indugiare troppo.

Tullio Berlenghi