Lo scempio delle affissioni selvagge
Ogni tornata elettorale si assiste ad uno scempio indegno delle città - e Roma sotto questo aspetto penso sia imbattibile - con manifesti attaccati in ogni dove, senza regole, senza rispetto e senza decoro. Nessun partito si sottrae a questo gioco folle e perverso e l'unica soluzione è quella di stampare quantitativi stratosferici di manifesti e pagare decine di squadre di affissori (il volontariato in questi casi è destinato a soccombere) per rimanere esposti qualche decina di minuti. Fino all'arrivo del successivo passaggio.
Neanche i Verdi - che pure all'inizio della loro storia facevano della correttezza e del rispetto della città un punto di forza delle proprie istanze - sono stati capaci di mantenere un comportamento diverso. Io stesso, dopo essermi lamentato per un atteggiamento così poco coerente con le nostre ideologie, sono stato tacciato di uno scarso senso pratico. Perché il principio che vige è molto semplice: se tu sei il buono puoi permetterti il lusso di violare le regole, in fondo lo fai per il bene di tutta la collettività. Un po' come nei film western, dove il buono poteva essere anche un po' stronzo, l'importante era che lui rappresentava il bene e questo bastava a giustificare qualunque scorrettezza.
La patente di buoni ovviamente si autoattribuisce e questo lascia capire il motivo di questo degrado complessivo della politica - a destra come a sinistra - dove anche i nepotismi, le clientele, le furbizie piccole e grandi sono sempre giustificate dal fatto di essere i "buoni". E quello delle affissioni selvagge è davvero ben poca cosa di fronte ad una situazione di gran lunga più sconfortante.


2 Comments:
Purtroppo ci sono anche dei manifesti dei Verdi che deturpano i palazzi e i muri.
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Anonimo, at 2:53 PM
Purtroppo, infatti. E, personalmente, trovo che sia molto grave che a comportarsi in modo così poco civile siano i Verdi (o alcuni Verdi). Magari chiedendo i consensi proprio sulle tematiche del decoro urbano e del rispetto di ambiente e paesaggio. Ci vorrebbe un po' più di correttezza e, perché no, coerenza... Ci riusciremo?
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Qualcosa di Verde, at 3:17 PM
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