Qualcosa di Verde

martedì, luglio 04, 2006

Le liberalizzazioni: qualcosa di sinistra?


Guarda un po'.
Dopo cinque anni di governo iperliberista e che considerava il "mercato" un punto irrinunciabile dei suoi programmi, la prima, concreta, proposta di politica economica che cerca di liberalizzare alcuni settori, ridimensionando il potere di lobbies e corporazioni, viene proprio da un governo di centrosinistra. E i presunti liberisti già si lanciano come avvoltoi a raccattare il malcontento che - prevedibilmente - la proposta sta creando tra gli operatori economici coinvolti.
Questo dovrebbe portare ad alcune riflessioni su come si fa politica normalmente in Italia. Intanto i programmi e le impostazioni politiche valgono solo sulla carta, ma poi, al momento del confronto sociale, possono essere annacquati (per non dire azzerati) dalla ben nota paura di perdere consenso oppure dalla tentazione di guadagnare quello degli scontenti. Si assiste così ad acrobazie del pensiero politico di esponenti del centrodestra (gli stessi che approvano condoni e legge delega ambientale) che diventano improvvisamente ambientalisti per cavalcare proteste contro indesiderate espansioni urbanistiche o localizzazioni di discariche di rifiuti. E così come abbiamo visto i liberisti difendere una legge a tutela del duopolio Rai-Mediaset per salvare poltrone e prebende ecco adesso che bollano come "comunista" una proposta che ha lo scopo di migliorare la qualità di alcuni servizi, di ridurne i costi per gli utenti e di cancellare alcune posizioni di privilegio.
Indubbiamente anche nel centrosinistra la coerenza non è così salda, ma va sicuramente apprezzato il coraggio - soprattutto con questi deboli equilibri - di proposte di buonsenso come quella sulla liberalizzazione delle licenze dei taxi, apparentemente impopolare (per il grande fracasso della categoria colpita), ma sicuramente molto popolare tra gli utenti (di gran lunga molto più numerosi).

QdV