<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933</id><updated>2011-10-17T04:26:55.969+02:00</updated><title type='text'>Qualcosa di Verde</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-2308883271605817855</id><published>2008-06-05T12:49:00.001+02:00</published><updated>2008-06-05T12:52:55.274+02:00</updated><title type='text'>Diritto al futuro: quale progetto ecologista?</title><content type='html'>&lt;div class="entry-content"&gt;              &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;E’ importante trovare il modo più razionale e meno emotivo per gestire questa delicata fase di transizione che dovrebbe portare i Verdi dalla situazione attuale - con una sonora sconfitta elettorale, l’assoluta assenza di rappresentanti in Parlamento, una Federazione in grande difficoltà organizzativa ed economica e altri numerosi problemi di non poco conto – al “futuro” dei Verdi. Un futuro che si profila ancora molto incerto e confuso. Un futuro sul quale non sono in molti a scommettere. Un futuro sul quale ci sono valutazioni profondamente differenti tra chi, a vario titolo, si sente parte di questo soggetto politico. Proviamo a riprendere qualche ragionamento. Magari a semplificare il quadro, a costo di eccedere nella sintesi. Intanto bisogna vedere quali sono le possibili strade da seguire:&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.25pt; text-align: justify; text-indent: -35.25pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Verso il partito democratico. Si tratta con la dirigenza del partito democratico il “prezzo” della confluenza verde all’interno del PD. In linea teorica è una strada che potrebbe avere una sua logica. All’interno di un grande partito, con una propria autonomia e una propria caratterizzazione i Verdi potrebbero ancora incidere sulle scelte politiche di questo paese. A me convince poco, anche perché il rischio tangibile è che la trattativa finisca col vertere più sulle poltrone da assegnare che non a garantire quell’autonomia che renderebbe minimamente ragionevole questa operazione.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.25pt; text-align: justify; text-indent: -35.25pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Rimanere nella Sinistra Arcobaleno. Anche questa proposta sembra poco praticabile. Non solo per il risultato elettorale che sembra essere una bocciatura del progetto, ma anche perché sono stati in molti a tirarsi fuori dal neonato soggetto politico già prima del risultato elettorale, minando ulteriormente la credibilità di un progetto, che era nato già debole.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 35.25pt; text-align: justify; text-indent: -35.25pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Ricostruire i Verdi. Con impegno, con serietà, con umiltà. Era un’esigenza che in molti nella base sentivano già da tempo, ma che nessuno aveva avuto mai il coraggio di proporre. Probabilmente anche a causa di quella gestione unanimista, ma profondamente antidemocratica, che aveva caratterizzato la gestione del partito fino ad ora. Dietro all’apparente concordia che regnava nel partito si celava infatti un sistema di potere monocratico, che impediva di fatto ogni forma di dissenso.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;E’ ovviamente questa strada, la terza, quella che sembra più ragionevole, anche se nasconde molte insidie e molte difficoltà. Il principale problema è il tempo: non ci si può permettere di dare vita ad un processo troppo lungo, come pure la delicata situazione meriterebbe. I tempi della politica e della comunicazione non lo consentono. Bisogna “esserci”, tenuto conto della velocità con cui il dibattito politico sta affrontando molte questioni. Si sta affermando un preoccupante pragmatismo sulle questioni ambientali che significherebbe l’azzeramento dell’enorme lavoro degli ultimi decenni. Si parla sempre più insistentemente dei termovalorizzatori come l’unica soluzione praticabile al problema dei rifiuti. Si sta diffondendo la convinzione che il nucleare sia la risposta concreta e fattibile al fabbisogno energetico. Non c’è contraddittorio. Nel dibattito sono assenti non le “ragioni del no”, ma le più elementari “ragioni del buonsenso”. Si intraprendono strade, consapevoli delle conseguenze e dei rischi che comportano, ma non se ne tiene conto. Qualcuno – prima o poi – se ne occuperà. A noi serve dare risposte adesso. I problemi futuri li affronterà chi verrà dopo. Come fanno i Verdi a non partecipare a questo dibattito? Ci siamo cacciati in una situazione di stallo da cui dobbiamo uscire prima che sia troppo tardi. E allora bisogna subito realizzare quei cambiamenti di cui sentiamo tutti l’esigenza. E per fare questo è necessario un fitto calendario di impegni da seguire con un’assunzione di responsabilità che sia la più ampia e condivisa possibile.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;In primo luogo è opportuno accantonare questo clima da resa dei conti. Il processo di rinnovamento del partito non può diventare un’occasione perché qualcuno tragga qualche beneficio personale dal riequilibrio di potere interno al partito, ma questo non giustificherebbe in alcun modo il mantenimento di uno status quo che non ha più ragione d’essere. Bisogna che tutti si sentano in dovere di dare un contributo all’opera di “ricostruzione” senza pensare al proprio tornaconto. Partiamo quindi da quelle valutazioni su cui si sono detti tutti – o quasi – d’accordo. Tra questi cambiare il “sistema delle tessere”, le cui conseguenze negative sono più che evidenti. Ci vorrebbe un meccanismo premiale per chi si impegna concretamente per i Verdi, per chi è in grado di fare un lavoro di elaborazione politica e culturale per dare linfa vitale al partito. Sappiamo che questo non è possibile normarlo con uno statuto o un regolamento, ma deve essere una “Grundnorm”, una legge fondamentale, nella quale tutti si riconoscano. E l’assunzione di decisioni che contrastino palesemente con questo criterio deve essere censurata da tutti e non accettata o tollerata solo per non rischiare di rimanere invisi al potere. Dico questo con cognizione di causa perché molte scelte discutibili fatte dalle classi dirigenti verdi (uso il plurale sia in senso cronologico che territoriale) non sono mai state oggetto di aperta critica da molti che adesso vogliono cavalcare il rinnovamento.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Un altro aspetto su cui è necessario intervenire per evitare la sclerotizzazione della classe dirigente al punto tale da perdere il contatto con la propria base (e con la realtà) è quello di modificare l’assetto interno in modo da: porre chiari limiti ad incarichi di partito e ad incarichi elettivi; affidare in modo netto la strategia politica al partito, nella sua espressione territoriale, in modo da evitare uno squilibrio di potere a favore degli eletti: la politica la fa il partito non gli eletti!; attivare quei meccanismi di partecipazione democratica e di dibattito interno ed esterno che permettano il confronto continuo e la crescita, sociale e culturale, dei Verdi.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Inoltre bisogna lavorare ad un progetto di formazione sia della classe dirigente, sia degli eletti, sia dei referenti territoriali. Chi si avvicina ai Verdi per passione, entusiasmo, convinzione o semplice curiosità deve avere la possibilità di confrontarsi con la nostra cultura ed avere stimoli e informazioni adeguate. Non bisogna avere paura di creare “sapere verde” diffuso che è una ricchezza e non l’aumento di potenziali rivali per le cariche istituzionali. E questo sapere, questa conoscenza, dovranno essere non esclusivamente ambientali, ma anche di formazione politico-amministrativa, in modo da poter affrontare con competenza e lucidità eventuali incarichi di responsabilità e di governo.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Costruite queste premesse e creato quel luogo politico sano e fertile come deve essere il nostro partito, un partito che pone le questioni ambientali al centro della sua elaborazione ma che non vuole essere confinato in esse, si può ripartire sul serio. Non avendo paura del confronto interno e non nascondendo le diverse anime e le diverse identità che ci caratterizzano e che sono una nostra ricchezza e un nostro valore aggiunto.&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;strong&gt;Cominciamo a parlarne mercoledì 25 giugno all’iniziativa promossa da Qualcosa di Verde presso la sala della Sacrestia, Vicolo Valdina 3A, Camera dei Deputati, Roma. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Tullio Berlenghi&lt;/p&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-2308883271605817855?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.qualcosadiverde.it/2008/06/04/diritto-al-futuro-quale-progetto-ecologista/' title='Diritto al futuro: quale progetto ecologista?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/2308883271605817855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=2308883271605817855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/2308883271605817855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/2308883271605817855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/06/diritto-al-futuro-quale-progetto.html' title='Diritto al futuro: quale progetto ecologista?'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-5067465167460162186</id><published>2008-05-13T16:34:00.003+02:00</published><updated>2008-05-13T16:41:08.243+02:00</updated><title type='text'>Appello per Monte Gennaro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/SCmoKbpLxPI/AAAAAAAAAAk/Tfynk6XDHMU/s1600-h/MonteGennaro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/SCmoKbpLxPI/AAAAAAAAAAk/Tfynk6XDHMU/s320/MonteGennaro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199872141948601586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p style="font-weight: bold; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; Lettera aperta di Paolo Piacentini, presidente del parco dei Monti Lucretili, a Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;On Presidente ,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;mi trovo costretto a scriverLe di nuovo in forma di lettera aperta&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sul problema ormai noto delle antenne su Monte Gennaro , precisandole che non lo faccio assolutamente per smania di protagonismo ma solo ed esclusivamente per chiedere la riapertura di un confronto con il territorio su una problematica molto sentita dai cittadini e dalle istituzioni locali .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;La mia determinazione in questa battaglia , la stessa di tanti altri, l’ho sempre riportata in un ambito istituzionale perché a questo mi costringe il ruolo di Presidente del Parco , ma le ragioni&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del territorio sono così grandi che un mio cedimento sarebbe una sconfitta per tutti , in primis per il Parco .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Caro Presidente le chiedo, come ha già fatto l’Assessore all’Ambiente della sua Giunta con lettera di qualche mese fa , &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di riaprire il confronto con le istituzioni e cittadini proprio per non rendere vani gli importanti investimenti che &lt;st1:personname productid="la Regione"&gt;la Regione&lt;/st1:personname&gt; sta facendo a favore del Parco Regionale dei Monti Lucretili, di cui ovviamente ne siamo grati .&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;Si perché se Monte Gennaro continua a perdere il suo fascino , è la montagna più frequentata dagli escursionisti romani,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sarà l’immagine stessa del Parco&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ad essere danneggiata&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e Lei sa meglio di me che quando un simbolo viene defenestrato perde di valore tutto ciò di cui si circonda .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;E’ proprio questo il caso di Monte Gennaro , se lei guarda la simulazione fatta dagli Uffici Tecnici &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;della nostra Direzione vedrà che addirittura il traliccio previsto in un progetto preliminare supera in altezza la vetta di Monte Gennaro .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Pensi all’impatto&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;visivo per gli escursionisti che su Monte Gennaro ci salgono per guardare un &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;meraviglio ed unico &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;panorama sulla campagna romana .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ma purtroppo il danno rischia di non essere solo estetico vista&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la vicinanza&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con la vetta ; alcuni esperti di inquinamento elettromagnetico ci dicono che in base alla potenza installata&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la fascia di rispetto potrebbe arrivare fino alla cima , allora i giochi sarebbero fatti ; il &lt;b style=""&gt;PARCO SENZA &lt;/b&gt;&lt;st1:personname productid="LA FRUIBILITA"&gt;&lt;b style=""&gt;LA FRUIBILITA&lt;/b&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style=""&gt;’ DI MONTE GENNARO NON AVREBBE PIU’ SENSO .&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;In questo primo anno di lavoro il Consiglio Direttivo ha messo in piedi anche un processo di revisione del Piano d’Assetto proprio per cercare di rispondere ad alcune importanti esigenze delle comunità locali e ci piacerebbe riavviare anche sul versante antenne una nuova stagione anche alla luce di importanti novità in campo tecnologico che tra qualche anno potrebbero aprire la strada ad una diversa&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;gestione della trasmissione radio televisiva.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Si parla sempre di puntare all’innovazione e dalle esperienze concrete come questa , dall’esigenza legittima di risolvere un problema sanitario di migliaia di cittadini romani che può nascere uno studio approfondito che aiuti a non spostare il problema ma a risolvere in avanti, appunto innovando &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Ci siamo domandati spesso, devo dire con un senso di impotenza ma con tanto amore per la tutela e valorizzazione del nostro territorio, il perché di una mancata risposta alla richiesta di riaprire almeno il confronto ; ci siamo chiesti perché tutta questa urgenza verso un piano che forse verrà attuato solo tra qualche anno, il periodo necessario al più che propabile superamento tecnologico degli attuali impianti .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Le mi dirà : ma li le antenne già&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ci sono&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;! Ed è proprio questo il problema , &lt;st1:personname productid="la Conferenza"&gt;la Conferenza&lt;/st1:personname&gt; dei Servizi potrebbe essere il momento in cui mettere sul tappeto tutte le ipotesi alternative , verificare di nuovo le necessità di interventi così impattanti . &lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Caro Presidente , le rivolgo un appello; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;venga a vedere con i suoi occhi il panorama che si gode da Monte Gennaro , passi una giornata con noi con gli operatori che ogni giorno portano avanti iniziative a favore del territorio vedrà le tante cose importanti che stiamo mettendo in piedi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il 14 maggio ci farà l’onore dell’ennesima presenza , nel Comune di Licenza,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Signora RODARI"&gt;&lt;st1:personname productid="la Signora"&gt;la Signora&lt;/st1:personname&gt; &lt;b style=""&gt;RODARI&lt;/b&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;che l’anno scorso abbiamo eletto ad ambasciatrice del Parco , mi farebbe piacere , parlo a nome di tanti rappresentanti istituzionali,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;se anche Lei,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;una volta, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;volesse incontrarla insieme ai tanti insegnanti ed alunni ai quali , ogni giorno, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;cerchiamo di trasmettere l’amore per il Parco .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Tanti di questi ragazzi accompagnati dai propri genitori sono saliti con noi il 30 marzo in occasione della cerimonia di riposizionamento della Croce su Monte Gennaro ed hanno compreso il senso della nostra battaglia .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Io sono fiducioso &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di vederla,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;quanto prima, qui da noi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e poterle dimostrare che la tutela di Monte Gennaro non deve valere per me o per qualche interesse di parte , vale come valore in se di Conservazione della Natura per lasciare alle future generazioni il godimento del panorama più bello sulla Città Eterna&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;senza avere un orizzonte deturpato .&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;Tanti dicono si ma bisogna dare un alternativa, premesso che come ho ricordato , metteremo sul tappeto tutti i dati tecnico-&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;scientifici a giustificazione delle nostre ragioni ma un dato deve essere fondamentale &lt;b style=""&gt;– &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;st1:personname productid="LA NATURA HA"&gt;&lt;b style=""&gt;LA NATURA HA&lt;/b&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style=""&gt; UN VALORE INTRINSECO CHE E’ SUPERIORE A QUALSIASI CALCOLO ECONOMICO – UN VALORE CHE CI RENDE RICCHI&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;NELLO SPIRITO E NELL’ANIMA . I PARCHI HANNO QUESTA MISSIONE PRIMARIA CHE OGNI GIORNO CERCHIAMO DI TRASMETTERE AI GIOVANI , NON RENDIAMO TUTTO VANO&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Nei prossimi giorni camminerò tra i comuni del Parco per confrontarmi con i cittadini e raccontare le cose belle che il Parco fa e può fare ma anche per ascoltare&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;critiche e proposte , mi piacerebbe poter dire che &lt;/b&gt;&lt;st1:personname productid="la Regione"&gt;&lt;b style=""&gt;la Regione&lt;/b&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style=""&gt; oltre a darci tante opportunità con progetti e finanziamenti ha anche riaperto il confronto sulle antenne .&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Saremmo in molti ad esserne felici . &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;UN GRAZIE VERAMENTE DI CUORE&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paolo Piacentini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-5067465167460162186?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/5067465167460162186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=5067465167460162186' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/5067465167460162186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/5067465167460162186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/05/appello-per-monte-gennaro.html' title='Appello per Monte Gennaro'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/SCmoKbpLxPI/AAAAAAAAAAk/Tfynk6XDHMU/s72-c/MonteGennaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-833743239981361636</id><published>2008-05-12T12:40:00.003+02:00</published><updated>2008-05-12T13:00:47.551+02:00</updated><title type='text'>Il rinnovamento dei Verdi</title><content type='html'>Velocissime riflessioni sul consiglio federale dei Verdi del 10 e 11 maggio 2008. Ottima la gran parte degli interventi. Lucide ed efficaci molte analisi. Qualcuna di grande livello, come quelle di Boato e di Grazia Francescato. Da ogni parte si evidenziavano le criticità del partito. Criticità che probabilmente non erano la causa della sconfitta, ma che - a detta di tutti - rappresentavano comunque dei limiti del partito che bisognava superare per riportarsi al centro dell'agone politico nella migliore delle situazioni. Uno degli elementi di critica è stato il meccanismo fasullo del tesseramento. Di cui tutti sono a conoscenza, che tutti (almeno a parole) biasimano, ma che poi non si è in grado di eliminare. Anzi. Tutti d'accordo nel dire che c'è una alterazione della rappresentanza (perché un sistema di tessere "drogato" altera il rapporto tra la base e gli eletti), ma poi subito pronti a rifarsi a quello stesso meccanismo per gestire quel po' di potere assembleare che serve a scegliere il nuovo indirizzo dei Verdi. Metodi vecchi indirizzo nuovo quindi. A qualcuno potrebbe venire qualche dubbio, ma proviamo a puntare sulla buona fede.&lt;br /&gt;Saltano però tutte le trattative per cercare un percorso comune. Anzi si mette in chiaro che la logica deve comunque essere quella lottizzatoria. Quanti voti hai? (quante tessere quindi...) Allora ti spetta un posticino dentro al comitato dei garanti. Altrimenti a casa. Si garantirà la discontinuità nel segno della continuità. In pratica il gruppo di potere è lo stesso, però da adesso saremo più buoni. E magari daremo pure spazio alle minoranze. Sì, però da domani, o forse da dopodomani. Vedremo. Adesso no. Sia mai che qualcuno si metta davvero in testa di cambiare qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-833743239981361636?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/833743239981361636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=833743239981361636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/833743239981361636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/833743239981361636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/05/il-rinnovamento-dei-verdi.html' title='Il rinnovamento dei Verdi'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-3673426180680229913</id><published>2008-05-11T15:30:00.002+02:00</published><updated>2008-05-11T19:22:24.673+02:00</updated><title type='text'>Mozione al Consiglio Federale Nazionale dell'11 maggio 2008</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dalle altisonanti dichiarazioni del dibattito assembleare sembrava che ci fosse spazio per rivedere alcuni meccanismi e alcune dinamiche di un partito in grande crisi. Su queste basi abbiamo provato a presentare una mozione "di rinnovamento", il cui contenuto è poi confluito nella mozione a prima firma Diolaiti che si è rivelata minoritaria (20 per cento dei voti).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:180%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:180%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Il Consiglio Federale Nazionale dei Verdi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Preso atto delle dimissioni del presidente dell’esecutivo nazionale dei Verdi;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Valutata con seria preoccupazione il quadro politico delineatosi e l’allarme causato dalla situazione che si è determinata nei Verdi; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Considerato necessario un profondo rinnovamento della classe dirigente senza le solite logiche calate dall'alto e non discusse insieme in assemblea;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Ritenuta urgente una riforma organizzativa del partito per costituire localmente luoghi di incontro con i cittadini e per dare risposte ai problemi reali sociali, ambientali ed economici;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Considerato il grande bisogno di fare "qualcosa di verde" per restituire identita e credibilità ad un partito che troppo spesso è stato schiacciato da dinamiche legate più a tatticismi politici che non ad una irrinunciabile coerenza programmatica;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;accoglie le dimissioni del presidente e dell’esecutivo nazionale dei Verdi in quanto espressione di una chiara assunzione di responsabilità politica;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;2.&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;approva i seguenti indirizzi (è richiesta l'approvazione per punti): &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;La libertà di scelta delle alleanze sui programmi a livello nazionale, regionale, provinciale e nei comuni capoluoghi di provincia, con la presentazione del simbolo dei Verdi e di un programma ecologista;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;La necessità di anteporre i programmi ed i contenuti ad ogni altro tipo di valutazione e la rigorosa interlocuzione degli eletti con la federazione territoriale di cui sono espressione; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Una riforma statutaria verso una confederazione su base regionale, provinciale e municipale, con una struttura nazionale leggera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;La scelta della rotazione delle cariche e l'incompatibilità dei doppi incarichi sullo stesso livello (nazionale, provinciale e comunale)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;La rappresentanza sarà affidata ad ogni livello a due coportavoce (una donna ed un uomo, entrambi rappresentanti legali) e negli organismi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;vi deve essere la parità di genere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Un meccanismo di rappresentanza e di distribuzione delle risorse che si basi per il 75% sui risultati elettorali e per il 25% sulle adesioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;La ridistribuzione dei finanziamenti pubblici nella misura del 50% alle regioni e del 50% al nazionale &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;L'aumento del 15% del contributo al partito da parte degli eletti e dei nominati di tutti i livelli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Una campagna di adesione che riprenderà dopo la fase di rifondazione con una quota annuale simbolica dell’1% del reddito netto mensile (&lt;/span&gt;&lt;!--[if supportFields]&gt;&lt;span style="';font-family:Arial';font-size:14.0pt;"&gt;&lt;span style="'mso-element:field-begin'"&gt;&lt;/span&gt; =1000*0,01 &lt;span style="'mso-element:field-separator'"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;10&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if supportFields]&gt;&lt;span style="';font-family:Arial';font-size:14.0pt;"&gt;&lt;span style="'mso-element:field-end'"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt; euro per ogni 1000 euro)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Ilaria Ferri&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Tullio Berlenghi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Gina Truglio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Andrea Brutti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Massimo Paolicelli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;Annamaria Procacci&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:14;"  &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Gabriele Volpi&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-3673426180680229913?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/3673426180680229913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=3673426180680229913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/3673426180680229913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/3673426180680229913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/05/mozione-al-consiglio-federale-nazionale.html' title='Mozione al Consiglio Federale Nazionale dell&apos;11 maggio 2008'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-657993052417111114</id><published>2008-04-29T21:25:00.001+02:00</published><updated>2008-04-29T21:26:56.369+02:00</updated><title type='text'>Riflessioni post elettorali</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Traccia dell'intervento all'assemblea regionale e provinciale dei Verdi di Roma e del Lazio del 29 aprile 2008.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;L’elemento da cui bisogna partire è l’analisi di una sconfitta elettorale. Uso il singolare per semplicità, ma le sconfitte sono diverse e questo rende l’analisi un po’ più complessa. Si parla di una sconfitta a livello nazionale del centro sinistra e, sempre a livello nazionale, la sconfitta ancora più drammatica è quella della “sinistra” o meglio della “sinistra arcobaleno”, piattaforma elettorale in cui sono confluiti i Verdi, un po’ per scelta un po’ per necessità. La situazione a Roma è, sotto alcuni aspetti, persino più catastrofica: se è vero che la sinistra arcobaleno ha “tenuto” (come si suol dire in politichese) è altrettanto vero che i Verdi sono pressoché scomparsi, complice probabilmente una strategia poco accorta nella gestione delle candidature e nella distribuzione delle (sempre insufficienti) energie del partito.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;In questo momento c’è un grande fermento nella cosiddetta “base” dei Verdi. E sta venendo a galla uno scontento su come sia stato gestito il partito negli ultimi anni. Da parte mia, che in diverse occasioni ho espresso critiche su alcune scelte operate dagli organi dirigenti, vorrei evitare però una generalizzazione che poco aiuterebbe una concreta volontà di ricostruzione che credo e spero animi la maggior parte di chi ha creduto e crede tutt’ora nell’importanza di un soggetto politico che faccia delle tematiche ambientali il centro della propria azione. Sono disposto a discutere e a ragionare sui – molti, probabilmente – errori fatti da chi ha diretto il partito negli ultimi anni, ma non credo sarebbe onesto fare degli organismi dirigenti un facile capro espiatorio di una sconfitta politica che appare di non agevole lettura.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Sulle politiche credo di poter dire che la scelta della sinistra arcobaleno sia stata una scelta obbligata dalle circostanze. Con Veltroni che, consapevole della probabile sconfitta, ha preferito cannibalizzare il consenso a sinistra, piuttosto che ritrovarsi a condividere con (troppi) altri lo scomodo ruolo di opposizione. Dal suo punto di vista l’operazione è riuscita perfettamente. A pagarne il prezzo sono stati gli elettori di sinistra che, anche ingenuamente, si sono prestati ad un’operazione non proprio cristallina. Di questo non mi sento di accusare i nostri dirigenti. Sono convinto che se avessero scelto di andare da soli non avremmo raggiunto il due per cento (a voler essere ottimisti) e in molti ci avrebbero mosso le stesse accuse di cui sono oggetto adesso la sinistra critica e altre formazioni che hanno contribuito alla dispersione del voto di sinistra. Certo la campagna elettorale non è stata particolarmente entusiasmante, ma stretti nella morsa mortale PD-PDL, con TV e giornali ben determinati nell’oscurarci in ogni modo, non sarebbe stato facile fare di meglio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Queste le attenuanti. Però le colpe non mancano. Non saranno la causa del disastro elettorale, ma alcune cose che non hanno funzionato ci sono e forse sarebbe giusto cominciare a dirle, in modo da provare ad impostare uno stile nuovo nelle future scelte del partito. Alcune di queste critiche io le avevo già fatte in tempi non sospetti (anzi, in tempi in cui la critica era considerata quasi blasfema o quantomeno inopportuna). Parlo, ad esempio, di un partito con alcune preoccupanti anomalie, come quella (da qualche tempo in realtà in netto miglioramento) di non convocare quasi mai gli organi statutari (mi riferisco a quelli regionali e provinciali). Un partito i cui dirigenti hanno sempre fatto professione di democrazia partecipata e che ha pesantemente criticato il meccanismo delle liste bloccate della legge elettorale, ma che, quando si è trattato di prepararle, le liste, ben si è guardato dal consultare i propri iscritti (ma neppure i consigli federali territoriali) per deciderne la composizione. Un partito in cui si è sempre dato inspiegabilmente spazio a tantissimi carrieristi politici che sono rimasti nei Verdi solo fintanto che si è garantito loro una poltrona e uno stipendio, ma che, in assenza delle dovute garanzie, hanno fatto i bagagli in fretta e furia alla ricerca di un posto al sole. Un partito che non è mai riuscito a strutturarsi sul serio, ma che è diventato una sorta di comitato elettorale permanente, pur vantando un numero di tesserati di tutto rispetto. A dire il vero parlare di tesserati credo sia improprio, perché dà l’idea di “persone”. Meglio parlare – come si fa abitualmente nelle riunioni di corrente – di “tessere”. Un termine neutro, un indicatore contabile di potere, utile per la spartizione di posti e di poltrone, ma al quale non è necessario corrisponda una persona in carne ed ossa.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Se mal non ricordo le tessere erano circa 5000 nel Lazio. Bisognerebbe affittare almeno il Teatro Olimpico per fare un’assemblea regionale. Invece sappiamo tutti che basta una sala con un centinaio di posti. Ci sarebbero molti altri elementi di critica, come alcune candidature non proprio entusiasmanti, come quella di Roberto Poletti, già discutibile ex ante (visti i titoli di merito) ma che si è rivelata ancor peggio ex post. Però non sono convinto che siano queste le ragioni della sconfitta. Perché se fosse così semplice allora non tornano i conti quando si pensa che ha vinto una compagine con dentro Berlusconi e Ciarrapico. Certo, mi si dirà, il nostro elettorato è più esigente, più critico e più attento e non consente troppe facilonerie. Non so se sia così, ma mi interessa fino ad un certo punto. Io vorrei un partito diverso, non tanto per il risultato elettorale (che pure ha una sua importanza), ma perché deve essere un partito portatore di alcuni valori. Valori in cui mi riconosco e valori che non devono essere presenti solamente nei suoi programmi, ma anche nelle sue azioni, nella sua impostazione e nel comportamento dei suoi dirigenti e dei suoi eletti. Se poi riusciremo anche nella battaglia culturale di diventare un punto di riferimento per molti cittadini, allora potremo essere soddisfatti, ma senza dover ricorrere a compromessi e senza dover svilire la nostra identità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;A questo punto è doverosa una parentesi sull’esito del ballottaggio a Roma. Si stanno contrapponendo al momento due scuole di pensiero sulle ragioni della sconfitta: da una parte c’è chi ritiene che Rutelli abbia perso perché non è stato capace di interpretare i bisogni delle persone, in primis il tema della sicurezza; che non abbia sufficientemente spostato verso il centro l’asse della coalizione (e quindi inevitabilmente a destra, visto che il centro l’abbiamo superato da un pezzo). Dall’altra parte c’è che ritiene che la causa sia da ricercare nelle molte ragioni di insoddisfazione a sinistra (comprendendo gli ambientalisti in questa categoria). Qualcuno per dare un segnale a Veltroni e alle sue strategie egemoniche, qualcun altro per mettere in discussione il tanto decantato “modello Roma”, che non sembra certo essere il non plus ultra per quanto riguarda le scelte in materie ambientali, sociali, urbanistiche, di mobilità sostenibile e di tutela della biodiversità. Con la convinzione che tanto quell’elettorato lì sarebbe avrebbe comunque votato per chiunque pur di non vedere i saluti romani sulla scalinata del Campidoglio. Stavolta però il trucchetto non ha funzionato e i 15 anni di amministrazione della città hanno lasciato il segno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Per ripartire allora bisognerà intanto costruire una classe dirigente che sia davvero motivata e che non abbia come obiettivo quello di andarsi a piazzare sulla prima poltrona che si libera. Certo la sconfitta di Roma ne riduce ampiamente il numero, ma un primo segnale di rinnovamento potrebbe essere che quelli che davvero credono in questo progetto si mettano a disposizione senza bisogno di una qualche indennità di carica.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Per troppo tempo ho avuto la sensazione di essere rappresentato da un personale politico “a termine”, sempre con le valigie in mano, pronto a cambiare casacca ai primi segnali di incertezza, e purtroppo i fatti hanno spesso dimostrato che non mi sbagliavo. Potrei citare decine di casi di ex solo perché non ricandidati o semplicemente perché avviati verso luminose carriere in altri partiti (tra questi anche lo sconfitto al ballottaggio romano). Preferisco citare chi ha fatto una scelta diversa, a mio avviso più coerente e che apprezzo: Annamaria Procacci e Maurizio Pieroni, che sono rimasti a lavorare per i Verdi senza il bisogno di occupare una carica elettiva. Allora mi piacerebbe che gli iscritti al club dei “Verdi per caso”, cercassero da subito una nuova collocazione: spero che i Verdi, quelli convintamente Verdi, riescano comunque a sopravvivere, come del resto hanno fatto fino ad ora. Ci aspetta indubbiamente un periodo difficile, in cui sarà necessario rimboccarsi le maniche e ripartire con un progetto diverso. Bisognerà lavorare alla formazione di un ceto politico preparato e competente, che permetta al partito di crescere e rafforzarsi a livello territoriale. Avremo modo e tempo di valutare se e come individuare strategie ed alleanze. Nel frattempo lavoriamo a riprendere in mano i temi dell’ambientalismo e a porli al centro della nostra azione politica, evitando di inseguire altri su terreni che non ci appartengono e che talvolta spaventano il nostro elettorato. Dobbiamo recuperare soprattutto due elementi: identità e credibilità. Solo così potremo essere un interlocutore efficace nello scenario politico prossimo venturo. Ma senza sudditanze senza cedere a facili ricatti. Dobbiamo avere il coraggio e la capacità di essere autonomi, liberi ed indipendenti. L’alternativa è svendere tutti i nostri valori e trovare uno strapuntino per qualcuno (pochi) nel Partito Democratico. Personalmente non sono interessato.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Tullio Berlenghi&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-657993052417111114?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/657993052417111114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=657993052417111114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/657993052417111114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/657993052417111114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/04/riflessioni-post-elettorali.html' title='Riflessioni post elettorali'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-2715316574343561576</id><published>2008-04-16T11:17:00.004+02:00</published><updated>2008-04-16T11:24:06.610+02:00</updated><title type='text'>Tutti a casa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/SAXFNChjHhI/AAAAAAAAAAY/phGjYkH7ATM/s1600-h/elezioni2008.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/SAXFNChjHhI/AAAAAAAAAAY/phGjYkH7ATM/s320/elezioni2008.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189770973420920338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quasi secondo le previsioni, anche se il risultato della Sinistra è ben al di sotto delle aspettative più pessimistiche. Facciamo un passo indietro. Il grande stratega Veltroni si è trovato a dover gestire un precoce ritorno alle urne (di cui tra l'altro è stato uno degli artefici) in una situazione di consenso per le forze di governo piuttosto modesto e in clima di difficoltà tra le - tante in effetti - forze della coalizione. La prospettiva più probabile era, in tutta evidenza, di riunire l'armata Brancaleone per andare a perdere le prossime politiche. Certo l'ipotesi non era esaltante. Ecco allora la trovata - astuta per carità - di Veltroni: andiamo da soli, perdere per perdere tanto vale giocarsi il tutto per tutto e drenare più consenso possibile dai nostri litigiosi alleati. L'abile Uolter sa bene come funziona il mondo della comunicazione e che ha tutta una campagna elettorale da giocarsi su una contrapposizione polarizzata tra lui e Berlusconi. Punta molto sullo stesso antiberlusconismo che è stato (in negativo) l'alibi per liberarsi dei suoi (ex) alleati. L'affermazione suonava più o meno così: non possiamo creare coalizioni contro qualcuno, ma per qualcosa. Se poi si faceva bingo si poteva persino andare al governo. In realtà il vero obiettivo era quello di monopolizzare i posti disponibili per l'opposizione. Fatti i conti il PD ha preso più parlamentari perdendo le elezioni di quanti non ne avesse in questa legislatura in cui le elezioni le aveva vinte (Il PD ha attualmente 194 deputati a cui si devono aggiungere i 17 di Di Pietro, con le ultime elezioni PD e IDV passano a 241).&lt;br /&gt;Dal suo punto di vista il ragionamento - anche se cinico - non fa una grinza. Di grinze ne fa, e molte, invece un principio fondamentale di una democrazia: quello di rappresentanza. Chi rappresenterà quei milioni di elettori che hanno votato (vanamente) per le forze della sinistra escluse dal Parlamento? Ma anche (come direbbe l'ineffabile Uolter) chi rappresenterà gli altri milioni di elettori che hanno votato per il Partito Democratico secondo la vecchia regola montanelliana del "turarsi il naso" di fronte al rischi di mali peggiori? E ancora, chi rappresenterà le istanze dei pacifisti, degli ambientalisti, di chi si batte per i diritti dei lavoratori, contro il precariato, per la laicità dello Stato e via discorrendo? E cosa diranno i miei amici elettori "per caso" del PD quando verrà suggellato l'accordo Veltrusconi per la riforma della legge elettorale con l'obiettivo di azzerare del tutto le minoranze "scomode"?&lt;br /&gt;Sui limiti della Sinistra Arcobaleno possiamo discutere quanto vogliamo. Possiamo parlare dei difetti delle classi dirigenti dei partiti che la compongono (sempre che se ne possa parlare al presente). Possiamo soffermarci sulle modalità di alcune scelte, sui criteri che hanno ispirato alcune decisioni. Possiamo discutere di soli che ridono, di falci, martelli di nomi, loghi, programmi e progetti. Possiamo rimettere tutto in discussione e io sarei sicuramente d'accordo con molti critici. Ma siamo sicuri che sia stato un bene disperdere l'enorme patrimonio di consenso che, sotto il piano culturale prima che politico, dovrebbe riunire il cosiddetto "popolo della sinistra"? A parte i rivoli che hanno portato decimi di percentuale ad accreditare quelli sempre un po' più puri, più bravi e più a sinistra degli altri, che dire di quelli che hanno pensato bene che non andare a votare fosse un segnale da mandare al sistema? e che dire del fatto che il sistema, invece, - per dirla con il commissario Montalbano - se ne catafotte del loro segnale visto che rafforza il proprio potere proprio grazie alla loro astensione?&lt;br /&gt;Quello che è certo è che, da domani, una fetta importante di questo Paese non sarà rappresentata in un Parlamento. Un parlamento che in compenso sarà ostaggio di una forza politica come la Lega Nord, squallida portatrice dei più biechi egoismi e guardata sempre con sufficienza perfino da uno di bocca buona (politicamente parlando) come Gianfranco Fini, il quale, qualche anno fa, ebbe a pronosticare la "fine della Lega" e dichiarò che con Bossi non avrebbe più preso neanche un caffè. A partire da domani infatti il caffè a Bossi Fini lo dovrà probabilmente solo servire. In un'inappuntabile livrea, come si conviene ad un maggiordomo che si rispetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-2715316574343561576?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/2715316574343561576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=2715316574343561576' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/2715316574343561576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/2715316574343561576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/04/tutti-casa.html' title='Tutti a casa'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/SAXFNChjHhI/AAAAAAAAAAY/phGjYkH7ATM/s72-c/elezioni2008.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-3740239637070797754</id><published>2008-02-16T12:57:00.002+01:00</published><updated>2008-02-16T14:56:25.223+01:00</updated><title type='text'>Basta con l'ambientalismo del NO</title><content type='html'>&lt;span class="orario"&gt;&lt;/span&gt;      &lt;span class="dir-title"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="javascript:toggleShowEvento(22);void(0);"&gt;&lt;!-- inizio TITOLETTO 22 --&gt;Veltroni: "No all'ambientalismo del no"&lt;!-- fine TITOLETTO 22 --&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;          &lt;p style="display: inline;" class="dir-testo" id="trEvento22"&gt;                    &lt;!-- inizio TESTO 22 --&gt;"Basta con l'ambientalismo che cavalca ogni potresta e impedisce di fare le infrastrutture - dice Veltroni - Una volta assunta la decisione o divieto di revoca o sanzioni"&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="display: inline;" class="dir-testo" id="trEvento22"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="display: inline;" class="dir-testo" id="trEvento22"&gt;Questa è la breve dichiarazione di Veltroni in materia ambientale che ho letto questa mattina sulle notizie on line (da "Repubblica" una delle voci ufficiali del Partito Democratico, che, insieme al Partito delle libertà, detiene il controllo quasi totale dei media). La dichiarazione segue quella, straordinaria, dell'ambientalismo del fare. La determinazione con cui il leader del PD continua ad inseguire il Silvio nazionale è sconcertante. Alcuni slogan, probabilmente efficaci sul piano della comunicazione (ambientalisti sì, ma non frenati dall'ideologia), ricordano la contraddittorietà delle passate campagne elettorali di Forza Italia, in cui si vedevano manifesti che inneggiavano all'ambiente, si leggevano programmi pieni di attenzione alla tutela del territorio e degli ecosistemi, ma poi, nei fatti, durante i governi Berlusconi, abbiamo assistito al varo di ben due condoni edilizi, ad una progressiva deregulation delle norme di tutela ambientale e di sicurezza (sempre "per fare", per non rimanere bloccati da leggi e leggine che frenano le aziende, la produzione, l'economia), alla scandalosa "legge obiettivo" per un faraonico piano di opere pubbliche. Quest'ultima molto criticata anche dai DS e dalla Margherita quando erano all'opposizione, ma che poi hanno ritenuto non tanto male quando a gestirne i meccanismi potevano essere loro. E infatti si sono guardati bene non solo dall'idea di abrogarla, ma anche di rivederne l'impostazione strategica, basata principalmente sul rafforzamento delle opere destinate alla mobilità su gomma e sull'alta velocità ferroviaria, ossia delle opere a maggiore impatto ambientale e strumentali ad un modello trasportistico che, in teoria, bisognerebbe rivedere profondamente.  E allora, sì, certo, un bel tocco all'immagine con l'ecobus e qualche parolina sparsa di qua e di là a sottolineare l'importanza di difendere l'ambiente, magari mettendo qualche "ambientalista" in lista, tanto per far vedere quanto è importante, ma poi, quando si comincia a parlare di tutto ciò che ha a che fare con il profitto, gli appalti, lo sviluppo, insomma quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e allora non c'è più posto per le belle parole e si passa alle cose serie. E c'è già chi sospetta che il prossimo condono edilizio possa avere la firma di Walter Veltroni...&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="display: inline;" class="dir-testo" id="trEvento22"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="display: inline;" class="dir-testo" id="trEvento22"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-3740239637070797754?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/3740239637070797754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=3740239637070797754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/3740239637070797754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/3740239637070797754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/02/basta-con-lambientalismo-del-no.html' title='Basta con l&apos;ambientalismo del NO'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-7082722059593792982</id><published>2008-02-11T17:49:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T17:52:52.954+01:00</updated><title type='text'>Veltrusconi: il nuovo che avanza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/R7B9SJv4HuI/AAAAAAAAAAQ/XXGqkqGk6KI/s1600-h/veltrusconi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/R7B9SJv4HuI/AAAAAAAAAAQ/XXGqkqGk6KI/s200/veltrusconi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165766523401805538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Per fare un’analisi politica che abbia minimamente un senso è necessario partire da lontano. La data giusta è il 1992. Nel 1992 ebbe fine la X legislatura, l’ultima vera legislatura della prima repubblica e cominciò l’XI legislatura. Una legislatura di transizione. In quel breve periodo (la legislatura durò appena due anni), collassò il sistema politico dei partiti. La principale causa fu l’intervento della magistratura. Era il periodo di “Mani pulite”. Quello che tutti ben sapevano venne alla luce in modo eclatante. C’era un sistema di corruzione e di illegalità nella gestione della cosa pubblica, nel quale i partiti avevano una responsabilità enorme. L’opinione pubblica si schierò immediatamente dalla parte della magistratura. E i partiti che non avevano partecipato al banchetto cavalcarono il sentimento diffuso. Partiti come la Lega Nord e l’MSI esprimevano tutto il loro appoggio alla magistratura, invocando persino la forca per i corrotti. Molti grandi nomi della prima repubblica rimasero coinvolti nelle inchieste. Tra questi Bettino Craxi, che venne condannato con sentenza passata in giudicato. Nella schizofrenia che caratterizza il nostro paese, uno dei suoi più fedeli sodali, Silvio Berlusconi, decise di entrare in politica, facendo propri i sentimenti dell’”antipolitica”, come se lui fosse indenne dai meccanismi e dalle dinamiche che legavano potere politico e potere economico. Nel 1994 Berlusconi vinse le elezioni, ma non riuscì a governare a lungo. Una modesta maggioranza in Senato (era minoranza all’inizio, ma una sapiente attività di “mercato” cambiò le cose) e l’iniziale incertezza della Lega a seguire il vero progetto di Berlusconi, causò una crisi che portò a nuove elezioni nel 1996. Vinse il centrosinistra, governò abbastanza bene, ma fu incapace di risolvere il conflitto di interessi di Berlusconi, di eliminare il duopolio Rai-Mediaset (con la scandalosa questione di Retequattro che trasmette abusivamente su frequenze assegnate ad altri) e di ricostruire quel sistema di garanzie di cui avremmo bisogno. E così, ricondotta a più miti ragioni la Lega, Berlusconi non ebbe difficoltà ad affermarsi nelle politiche del 2001. In cinque anni mise a dura prova il nostro sistema istituzionale, delegittimando giudici, istituzioni e sistema fiscale, modificando le leggi in funzione dei suoi interessi (dal falso in bilancio, alle norme processuali, la legge sulla TV e via dicendo) e soprattutto usando in modo distorto e scorretto il suo grande potere di comunicazione (anche grazie all’occupazione della televisione di Stato). Nonostante tutto questo e nonostante la modifica della legge elettorale il centro-sinistra si è nuovamente affermato nelle politiche del 2006. I due anni della legislatura sono stati molto difficili. La grande disomogeneità della coalizione ha creato non poche difficoltà. La destra ne ha approfittato per puntare il dito sulla presenza di quella che i media hanno definito, con accezione evidentemente negativa, la “sinistra radicale”. Però, nonostante molte scelte del Governo sembrassero più in linea con l’esecutivo precedente che portatrici di quel cambiamento che buona parte dell’elettorato si aspettava (basti pensare all’aumento delle spese militari e al mantenimento della legge obiettivo sulle opere pubbliche), i problemi, al momento di ratificare le decisioni in sede parlamentare sono arrivati quasi sempre “dal centro”. Gli “estremisti di sinistra” hanno sempre sostenuto il Governo, anche quando faceva scelte non condivise. E chi non ha rispettato la linea imposta dalla coalizione, come Turigliatto, è stato espulso dal partito.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;I moderati invece hanno più guai di Carlo in Francia. Lamberto Dini è stato eletto nelle file dell’Ulivo (l’attuale partito Democratico), lo stesso dicasi per Viller Bordon (altro fondatore di partiti “fantasma”, quelli vituperati da Veltroni) e per Fisichella (passato da AN alla Margherita). Il perfido De Gregorio (quello che, con i voti della destra, si è fatto eleggere presidente della Commissione Difesa) faceva parte della Lista Di Pietro (alleata del PD). Per non parlare di Mastella (al quale in molti hanno tributato stima e solidarietà nel tentativo di salvare la baracca) che ha deciso di far saltare il Governo per i suoi problemi con la giustizia. Non entro nel merito della questione, ma se nel nostro sistema giuridico vale – giustamente – la presunzione di innocenza, deve valere anche la presunzione di buona fede della magistratura. E se il pubblico ministero ritiene di avere ragioni sufficienti per proseguire l’iter processuale mi sembra corretto che lo faccia. Saranno i vari gradi di giudizio a stabilire eventuali elementi di responsabilità. Altrimenti sposiamo tutti il modello “Berlusconi” che prevede l’impunità per i grandi ladri (falso in bilancio, corruzione, evasione fiscale) e la condanna senza appello dei piccoli malviventi, che creano indubbiamente più allarme sociale, ma che non per questo sono più dannosi dei ladri in doppiopetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Cosa succede quindi al nostro sistema politico? Succede che Veltroni ha fatto una scelta importante: ha deciso che Berlusconi è il suo interlocutore privilegiato e che trova sicuramente più argomenti in comune con la politica berlusconiana che con quella della sinistra e degli ambientalisti, troppo scomodi e troppo preoccupati dei contenuti. E anche Berlusconi ragiona in modo speculare. Anche lui ha bisogno di mettere in riga i suoi alleati e questa mossa di Veltroni è per lui un assist incredibile. Fino a poche settimane fa i leader del centrodestra avevano già messo alla porta la supremazia di Berlusconi e avanzavano ipotesi e strategie per il futuro. Fino a quando il capo non ha detto “ragazzi, la ricreazione è finita” e tutti sono tornati prontamente al posto e con la coda tra le gambe. Fini addirittura entrerà nel partito delle libertà, cancellando definitivamente quel po’ di identità politica (e di dignità personale) che gli rimaneva. Del resto la vocazione ancillare di alcuni personaggi era piuttosto evidente e molti ricordano l’intervento al vetriolo nei confronti di Bossi e della Lega, coi quali poco dopo è tornato ad allearsi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;La piena sintonia del duo Veltrusconi è chiara anche dal contenuto dei messaggi. Da Spello (cielo azzurro e montagne verdi a fare da sfondo) il Walter nazionale ovviamente parla di riduzione delle tasse e aumento degli stipendi. Che grande illuminazione politica. Un vero statista d’altri tempi. E tutti i TG asserviti a fare approfondimenti sulle difficoltà degli italiani ad arrivare alla fine del mese. Se poi intervistano la signora impellicciata a piazza Navona (che ovviamente non arriva alla fine del mese) mi viene il dubbio su quali siano i criteri di valutazione economica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Veltroni - quello che con gli occhi lucidi aveva dichiarato di voler smettere di fare politica al termine del mandato di sindaco (ma poi ovviamente ha prevalso l’”interesse del Paese”) - ha dalla sua il famoso “modello Roma”. Per carità, bisogna riconoscere che governare una grande città non è cosa semplice, ma da una giunta che amministra Roma ininterrottamente dal 1993 ci si sarebbe aspettato qualcosa di meglio su alcuni temi. Mi riferisco a tutto ciò che incide sulla “qualità della vita”. E quindi all’’urbanistica, alla mobilità, alla gestione dei rifiuti. Non mi dilungo in proposito, ma sul piano regolatore sono in molti a temere che, ancora unavolta, si sia data più attenzione alle istanze dei costruttori che ad un governo del territorio più equilibrato; sulla mobilità è evidente che si sia fatto ben poco per incidere sullo squilibrio modale tra pubblico e privato, lasciando uno dei più bei centri storici del mondo in balia delle automobili e dello smog; sui rifiuti stenta a decollare una politica che punti al contenimento della loro produzione e anche la raccolta differenziata è ancorata a livelli molto bassi (16 per cento, la metà rispetto a Milano). Certo è vero che a quel modello, come alle scelte del governo nazionale, hanno dato il proprio assenso le forze della “sinistra”, ma è anche vero che spesso non hanno avuto la possibilità di condizionare concretamente quelle scelte. Qualche volta non è avuta grinta sufficiente, altre volte è mancata la determinazione. Normalmente ci si è limitati a cercare di impedire i propositi più dannosi ed è per questo che i nostri ex alleati hanno scelto di andare da soli, o con soci più malleabili. Senza rinunciare ovviamente a qualche foglia di fico per avallare le scelte più indigeste. Qualche ambientalista, qualche sindacalista, qualche operaio. Poi non ci saranno più problemi. E sull’energia, sui trasporti, sui diritti dei lavoratori, sulla tutela ambientale, si affermerà un sano pragmatismo operativo, che renderà quelli che noi consideriamo principi e diritti, meri ostacoli da cancellare. E in fretta, perché lo sviluppo non può aspettare. In questo modo la politica del partito democratico assomiglierà sempre più pericolosamente a quella del partito delle libertà. E agli elettori sorgerà un dubbio: perché accontentarsi di una copia quando si può avere l’originale?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-7082722059593792982?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/7082722059593792982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=7082722059593792982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/7082722059593792982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/7082722059593792982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2008/02/veltrusconi-il-nuovo-che-avanza.html' title='Veltrusconi: il nuovo che avanza'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pIkznCsXwKU/R7B9SJv4HuI/AAAAAAAAAAQ/XXGqkqGk6KI/s72-c/veltrusconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-1929756506794031508</id><published>2007-12-12T12:07:00.001+01:00</published><updated>2007-12-12T12:42:44.772+01:00</updated><title type='text'>Ostaggi dei TIR</title><content type='html'>Perché stupirsi? Nel nostro paese è stato creato un modello di consumo che non tiene conto delle distanze che devono percorrere le merci (i costi ambientali non vengono pagati dal settore produttivo ma vengono "traslati" indirettamente ai cittadini). Nel nostro paese è stato realizzato un piano infrastrutturale tarato su questo modello e che non tiene minimamente conto del consumo del territorio e delle conseguenze sulle nostre vite e sul nostro benessere di una così devastante visione del concetto di "sviluppo". In più è stato generosamente concesso un immenso potere di gestione di questo modello di consumo, di sviluppo, di mobilità delle merci alla categoria degli autotrasportatori, dalle cui ubbie dipende il funzionamento del sistema paese. Perché non solo fermandosi mettono in crisi il sistema dei trasporti, ma possono anche permettersi il lusso di bloccare l'intera viabilità stradale e autostradale ricorrendo a stratagemmi per congestionare completamente il nostro sistema viario. Senza che nessuno intervenga per impedirlo. E pensare che quando c'è una critical mass, con poche decine di biciclette che decidono - semplicemente - di andarsene a spasso per la città, manifestando allegramente la propria voglia di città più vivibili, si mobilitano imponenti misure di repressione. Pattuglie di vigili, polizia stradale e carabinieri che contestano ai manifestanti qualunque forma di reato, dall'occupazione di suolo pubblico all'abigeato, per stigmatizzare un comportamento davvero inaccettabile, ossia quello di pedalare per le vie della città.&lt;br /&gt;Questo ricatto non si può accettare. L'autotrasporto gode in Italia di agevolazioni e privilegi fuori dal tempo. Se davvero vogliamo trovare un riequilibrio modale non solo bisogna eliminare ogni forma di incentivo al trasporto delle merci su gomma, ma bisogna  cominciare ad internalizzare tutti i costi di questo superato modello di consumo. In questo modo non solo si ripristina un equilibrio nelle scelte produttive (far viaggiare di meno le merci, produrre in prossimità del consumo, trasferire parte delle merci dalla gomma alla rotaia e via dicendo), ma si leva anche quel potere ricattatorio di cui si serve in modo vergognoso una categoria produttiva. Quello di mettere in ginocchio l'Italia proprio per grazie ad un potere che è stato graziosamente ed incomprensibilmente concesso in passato dalla  classe politica, troppo attenta a coltivare orticelli elettorali per rendersi conto delle conseguenze di alcune scelte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-1929756506794031508?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/1929756506794031508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=1929756506794031508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/1929756506794031508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/1929756506794031508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2007/12/ostaggi-dei-tir.html' title='Ostaggi dei TIR'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-4654708847536146046</id><published>2007-07-03T19:49:00.000+02:00</published><updated>2007-07-03T19:51:47.371+02:00</updated><title type='text'>No alla bretella Cisterna-Valmontone</title><content type='html'>Immaginate che sia un giorno feriale qualunque. Un pomeriggio qualunque. E provate a salire su uno dei tanti treni regionali che collegano le grandi aree urbane al resto della regione. Esempi famliari possono essere le linee che da Roma portano a Cassino, a Nettuno, a Tivoli…&lt;br /&gt;Posti a sedere nessuno. Densità media delle aree calpestabili 5 persone al metro quadrato o peggio. Modello direttiva europea sulle galline ovaiole, tanto per intenderci.&lt;br /&gt;Le cause sono molte e complesse. Provo a semplificare: mercato immobiliare impazzito a Roma, costi alle stelle, contestuale aumento della speculazione edilizia nell’hinterland romano, case a minor costo a distanza ragionevole dai centri di interese (studio, lavoro, ecc.), collegamenti accettabili, ecc. ecc. Il modello che ne consegue è esattamente agli antipodi di quella sostenibiltà che qualcuno – qualcuno a caso, che so: i Verdi - vorrebbe garantire: consumo del territorio, aumento di domanda di infrastrutture e di mobilità, aumento dei consumi energetici, aumento delle emissioni di gas climalteranti, ecc. ecc.&lt;br /&gt;Responsabilità? Speculatori senza scrupoli (costruttori in primis), amministratori locali con pochi scrupoli, incauti acquirenti di immobili, enti sovraterritoriali competenti alla programmazione e pianificazione e, in qualche caso, il legislatore – regionale o nazionale che sia -.&lt;br /&gt;Tornare indietro non è possibile. Si possono pertanto fare due cose: la prima è quella di arginare o fermare il fenomeno. Non è semplice ma bisogna provarci. La seconda è necessaria per gestire l’esistente. Non l’emergenza, perché chiunque avrebbe potuto immaginare le conseguenze di alcune scelte. Ma semplicemente la situazione determinata da queste scelte. A cominciare dall’aumento esponenziale della domanda di mobilità sulle tratte dei pendolari.&lt;br /&gt;I Verdi, per fortuna, ci hanno pensato. Con un ottimo emendamento alla finanziaria hanno ottenuto un consistente finanziamento sulla mobilità sostenibile, che prevede una serie di interventi specifici, tra cui, la mobilità dei pendolari. Importo complessivo 270 milioni di euro in tre anni per l’intero territorio nazionale. Bravi i Verdi. Ottima cosa. Tutti contenti. Per ora sui treni si viaggia in sei persone per metro quadrato, ma si spera che le cose miglioreranno.&lt;br /&gt;Poi arriva  Marrazzo, quello che in campagna elettorale si era fatto un bel viaggetto proprio sulla linea Cassino-Roma per “calarsi” nei problemi dei pendolari, e decide che bisogna realizzare a tutti i costi il corridoio tirrenico meridionale e il collegamento trasversale Cisterna-Valmontone.&lt;br /&gt;Apro una parentesi di carattere ideologico-progettuale.&lt;br /&gt;La realizzazione di infrastrutture destinate al trasporto su gomma molto raramente servono ad ovviare ad inconvenienti derivanti da una situazione non più sostenibile di problematicità della circolazione e ancor più raramente risolvono i problemi nella misura in cui i fautori dell’intervento infrastruttale avevano sperato. Nella stragrande maggioranza dei casi gli interventi destinati alla mobilità su gomma fanno altro che innescare il perverso circuito aumento dell’offerta = aumento della domanda portando, se possibile ad un peggioramento complessivo della situazione. A questo dato incontrovertibile ne va aggiunto un altro. Vogliamo davvero impostare delle scelte politico-strategiche – in materia di economia, di produzione, di circolazione dei beni e dei servizi – che vadano se non proprio verso la “decrescita” (su cui ho la sensazione che anche i Verdi debbano fare ancora molta strada), almeno verso quella sostenibilità di cui tanto volentieri parliamo in ogni occasione. E quando parliamo di protocollo di Kyoto, di gas serra, di cambiamenti climatici, di riduzione del consumo del territorio sappiamo che cosa stiamo dicendo o siamo convinti che si possano citare i grandi e nobili principi per poi agire – nei fatti - in netta contrapposizione rispetto a quei principi?&lt;br /&gt;E allora facciamone un’altra di riflessione. Una riflessione che ci aiuti a capire se e quanto i Verdi incidano sulle politiche infrastrutturali, dei trasporti, dell’energia, del consumo del territorio. Una riflessione di carattere puramente economico. Sappiamo quanto costa la bretella Cisterna-Valmontone. Che non è un’opera “principale” dell’elenco delle grandi opere della legge obiettivo. Ma un’opera “connessa”, un’opera che potremmo definire “minore”. Ebbene questa opera minore costa 800 milioni di euro. Quindi questa opera locale di relativa importanza costa da sola il triplo dell’intero stanziamento per la mobilità sostenibile per tre anni e per l’intero territorio nazionale. Questo ci dà la misura di quanto stia cambiando il modello trasportistico nel nostro paese.&lt;br /&gt;I Verdi per quale ragione dovrebbero dare l’assenso a un’opera che non solo va nella direzione sbagliata sul piano strategico, ma compromette zone di interesse ambientale e paesistico e danneggia quel poco di agricoltura che nel Lazio ancora si sta coraggiosamente cercando di mantenere in vita?&lt;br /&gt;L’altra domanda è a cosa servono gli organismi dei Verdi se le decisioni vengono prese senza prenderli in considerazione. Mi chiedo a cosa sia servito un seminario di due giorni per elaborare documenti di indirizzo politico se poi quei documenti sono stati puntualmente disattesi. Mi chiedo perché molti autorevoli Verdi tessano grandi lodi della “democrazia partecipata” quando si parla delle scelte della pubblica amministrazione, quando spesso non siamo in grado di attuare al nostro interno né la democrazia e tantomeno la partecipazione. Ho chiesto, e come Verde potrei averne titolo, ma penso che sarebbe stata una legittima richiesta anche da semplice cittadino, la documentazione relativa a questa devastante opera. Aspetto fiducioso.&lt;br /&gt;Resta l’amarezza della considerazione finale. Ossia che mentre i pendolari di tutta Italia dovranno dividersi le poche risorse destinate alle forme di mobilità sostenibile, come il trasporto ferroviario, ingenti risorse vengono stanziate per realizzare opere che vanno esattamente nella direzione opposta, legittimando il dubbio che la nostra presenza nei ruoli di governo non sia poi così efficace come dovrebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi di Qualcosa di Verde ci batteremo contro questa - e non solo questa - opera inutile, costosa, dannosa e in contrasto con i nostri principi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-4654708847536146046?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/4654708847536146046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=4654708847536146046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/4654708847536146046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/4654708847536146046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2007/07/no-alla-bretella-cisterna-valmontone.html' title='No alla bretella Cisterna-Valmontone'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115945603544359607</id><published>2006-09-28T17:06:00.000+02:00</published><updated>2006-09-28T17:35:38.036+02:00</updated><title type='text'>Poteri speciali sul traffico. Un errore di merito e di metodo.</title><content type='html'>Il Governo Prodi ha deciso di concedere i cosiddetti "poteri speciali" al Sindaco di Roma. Per dare "carta bianca" a Veltroni si è avvalso, il presidente del Consiglio, di quanto la legge 225 del 1992 stabilisce in caso di situazioni di emergenza derivanti da eventi calamitosi. I principi ispiratori della citata legge (istitutiva del servizio nazionale di protezione civile) sono in tutta evidenza legati alla necessità di intervenire in circostanze del tutto eccezionali e impreviste (magari non imprevedibili, ma non avventuriamoci in altri spinosi sentieri come quello della prevenzione e della tutela del territorio). Si presuppone pertanto che in situazioni in cui è necessario agire con la massima sollecitudine si allentino per puro buonsenso quelle regole di garanzia e di controllo inapplicabili in momenti di estrema difficoltà. In pratica tra il bisogno di garantire in tempi rapidi agli abitanti di un paese colpito da ua frana di poter disporre di un tetto dove dormire diventa più importante del sacrosanto e legittimo interesse che l'intervento avvenga nel rispetto di tutte le regole del caso: si suppone che sarà così, ma non c'è il tempo di seguire il normale iter previsto.&lt;br /&gt;Ma la legge parla chiaramente di eventi "calamitosi". Ci si chiede quale sia il nesso tra le ipotesi previste dalla legge 225 e i problemi di traffico che affliggono la Capitale. Stiamo parlando di “emergenza”. E se le parole hanno ancora un senso non si può parlare di emergenza traffico in una città in cui il problema della mobilità si trascina avanti irrisolto da decenni. La prima legge di riforma delle autonomie locali è del 1990 ed è nata proprio per attribuire ai sindaci un maggiore responsabilità ed una maggiore libertà di azione nel governo della città. E la legge che ha modificato il sistema elettorale dei comuni – con lo scopo di dare maggiore stabilità a chi amministra e quindi rafforzarne il potere decisionale - è del 1993, lo stesso anno in cui Rutelli è diventato sindaco di Roma. Ed è quindi dal 1993 che la medesima coalizione governa la capitale. E dal 1993 ad oggi ci sarebbe stato tutto il tempo e tutto il modo per porre in essere delle serie ed efficaci politiche sulla mobilità. E svegliarsi nel 2006 per dire “bisogna affrontare l’emergenza traffico” suona falso ed ipocrita.&lt;br /&gt;Dare il via libera ad un meccanismo di deregulation per gli interventi infrastrutturali da realizzare esporrà le nostre città al rischio che altri governi e altre amministrazioni comunali usino questo escamotage dei poteri speciali per varare opere dannose, costose e inutili. E non ci saranno più strumenti di garanzia. Non ci sarà più la possibilità di fermare scempi e porcherie, perché accettare questo metodo adesso significherà non poter dire più di no in futuro, anche quando non ci sarà più Veltroni ad amministrare Roma.&lt;br /&gt;E l’aspetto più disarmante di tutta questa vicenda è che le misure che verranno adottate per risolvere il problema del traffico vanno per la gran parte nella direzione opposta alla soluzione del problema. Sono tutte misure che puntano a rafforzare e ad incentivare l’uso dell’automobile – privata - in ambito urbano, a cominciare dalla politica dei parcheggi, localizzati soprattutto nel centro storico, con l’ovvio effetto di attrazione del traffico che ne conseguirà. Se c’è qualcuno che pensa davvero che la presenza di parcheggi sotterranei significherà eliminare le auto in sosta dalle vie e dalle piazze per renderle più gradevoli e più accoglienti è davvero ingenuo. Lo scenario più probabile è che, oltre alle auto di prima (che continueranno impunemente a parcheggiare dove capita senza rispetto degli altri) si aggiungerà una quota di traffico di chi cercherà di avvalersi dell’aumentata offerta di parcheggi. Con le conseguenze in termini di congestione e smog facilmente immaginabili.&lt;br /&gt;E’ probabile che lo scenario descritto venga tacciato di eccessivo pessimismo. E’ possibile (ma non probabile) che i fatti daranno ragione a Veltroni e che il centro di Roma diventerà davvero una splendida isola pedonale e che in tutta la città il traffico scorrerà fluido e gioioso. Staremo a vedere. L’ipotesi più verosimile però è che le misure che verranno adottate avranno conseguenze gattopardesche: grandi (e costosi) cambiamenti che non cambieranno nulla (se non, se possibile, in peggio). Si accettano scommesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115945603544359607?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115945603544359607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115945603544359607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115945603544359607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115945603544359607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/09/poteri-speciali-sul-traffico-un-errore_28.html' title='Poteri speciali sul traffico. Un errore di merito e di metodo.'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115945600470627542</id><published>2006-09-28T17:00:00.000+02:00</published><updated>2006-09-28T17:06:44.716+02:00</updated><title type='text'>Poteri speciali sul traffico: un errore nel metodo e nel merito.</title><content type='html'>Il Governo Prodi ha deciso di concedere i cosiddetti "poteri speciali" al Sindaco di Roma. Per dare "carta bianca" a Veltroni si è avvalso, il presidente del Consiglio, di quanto la legge 225 del 1992 stabilisce in caso di situazioni di emergenza derivanti da eventi calamitosi. I principi ispiratori della citata legge (istitutiva del servizio nazionale di protezione civile) sono in tutta evidenza legati alla necessità di intervenire in circostanze del tutto eccezionali e impreviste (magari non imprevedibili, ma non avventuriamoci in altri spinosi sentieri come quello della prevenzione e della tutela del territorio). Si presuppone pertanto che in situazioni in cui è necessario agire con la massima sollecitudine si allentino per puro buonsenso quelle regole di garanzia e di controllo inapplicabili in momenti di estrema difficoltà. In pratica tra il bisogno di garantire in tempi rapidi agli abitanti di un paese colpito da ua frana di poter disporre di un tetto dove dormire diventa più importante del sacrosanto e legittimo interesse che l'intervento avvenga nel rispetto di tutte le regole del caso: si suppone che sarà così, ma non c'è il tempo di seguire il normale iter previsto.&lt;br /&gt;Ma la legge parla chiaramente di eventi "calamitosi". Ci si chiede quale sia il nesso tra le ipotesi previste dalla legge 225 e i problemi di traffico che affliggono la Capitale. Stiamo parlando di “emergenza”. E se le parole hanno ancora un senso non si può parlare di emergenza traffico in una città in cui il problema della mobilità si trascina avanti irrisolto da decenni. La prima legge di riforma delle autonomie locali è del 1990 ed è nata proprio per attribuire ai sindaci un maggiore responsabilità ed una maggiore libertà di azione nel governo della città. E la legge che ha modificato il sistema elettorale dei comuni – con lo scopo di dare maggiore stabilità a chi amministra e quindi rafforzarne il potere decisionale -  è del 1993, lo stesso anno in cui Rutelli è diventato sindaco di Roma. Ed è quindi dal 1993 che la medesima coalizione governa la capitale. E dal 1993 ad oggi ci sarebbe stato tutto il tempo e tutto il modo per porre in essere delle serie ed efficaci politiche sulla mobilità. E svegliarsi nel 2006 per dire “bisogna affrontare l’emergenza traffico” suona falso ed ipocrita.&lt;br /&gt;Dare il via libera ad un meccanismo di deregulation per gli interventi infrastrutturali da realizzare esporrà le nostre città al rischio che altri governi e altre amministrazioni comunali usino questo escamotage dei poteri speciali per varare opere dannose, costose e inutili. E non ci saranno più strumenti di garanzia. Non ci sarà più la possibilità di fermare scempi e porcherie, perché accettare questo metodo adesso significherà non poter dire più di no in futuro, anche quando non ci sarà più Veltroni ad amministrare Roma.&lt;br /&gt;E l’aspetto più disarmante di tutta questa vicenda è che le misure che verranno adottate per risolvere il problema del traffico vanno per la gran parte nella direzione opposta alla soluzione del problema. Sono tutte misure che puntano a rafforzare e ad incentivare l’uso dell’automobile – privata - in ambito urbano, a cominciare dalla politica dei parcheggi, localizzati soprattutto nel centro storico, con l’ovvio effetto di attrazione del traffico che ne conseguirà. Se c’è qualcuno che pensa davvero che la presenza di parcheggi sotterranei significherà eliminare le auto in sosta dalle vie e dalle piazze per renderle più gradevoli e più accoglienti è davvero ingenuo. Lo scenario più probabile è che, oltre alle auto di prima (che continueranno impunemente a parcheggiare dove capita senza rispetto degli altri) si aggiungerà una quota di traffico di chi cercherà di avvalersi dell’aumentata offerta di parcheggi. Con le conseguenze in termini di congestione e smog facilmente immaginabili.&lt;br /&gt;E’ probabile che lo scenario descritto venga tacciato di eccessivo pessimismo. E’ possibile (ma non probabile) che i fatti daranno ragione a Veltroni e che il centro di Roma diventerà davvero una splendida isola pedonale e che in tutta la città il traffico scorrerà fluido e gioioso. Staremo a vedere. L’ipotesi più verosimile  però è che le misure che verranno adottate avranno conseguenze gattopardesche: grandi (e costosi) cambiamenti che non cambieranno nulla (se non, se possibile, in peggio). Si accettano scommesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115945600470627542?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115945600470627542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115945600470627542' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115945600470627542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115945600470627542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/09/poteri-speciali-sul-traffico-un-errore.html' title='Poteri speciali sul traffico: un errore nel metodo e nel merito.'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115823939350508151</id><published>2006-09-14T14:25:00.000+02:00</published><updated>2006-09-14T17:20:52.990+02:00</updated><title type='text'>Italiani "costretti" ad usare l'auto</title><content type='html'>Il rapporto ACI-Eurispes sulla mobilità urbana, appena presentato alla stampa fornisce, come tutte le indagini di questo tipo, soprattutto un quadro della situazione. Con numeri e cifre, basati su semplici rilevazioni di dati di fatto. La valutazione, l’elemento di giudizio viene “dopo” aver letto i dati e costituisce un fattore interpretativo degli stessi. Ed è a questo punto che si entra nel campo variabile e malleabile delle “opinioni”. Con coperte corte che vengono tirate da una parte all’altra a suffragare (o a cercare di farlo) le proprie tesi e le proprie convinzioni.&lt;br /&gt;Per quanto concerne il rapporto sulla mobilità urbana la tesi prevalente è quella “deresponsabilizzante”, per la quale i cittadini sono “costretti” (proprio così: “costretti”) ad usare il mezzo motorizzato privato, perché privi di un’alternativa valida. Certo è innegabile che spesso il trasporto pubblico non appare particolarmente efficiente, ma bisognerebbe giudicare le questioni in modo un po’ meno superficiale. Ad esempio uno dei motivi di inefficienza del trasporto pubblico è proprio l’abuso del ricorso al mezzo privato e l’assoluta mancanza di rispetto delle norme di comportamento stradale che aumenta a dismisura le inefficienze. Per dimostrarlo è sufficiente prendere un autobus a Roma ad agosto. I tempi di percorrenza sono pari ad un terzo rispetto agli altri mesi dell’anno. In assenza di auto in doppia fila, di parcheggi selvaggi, di occupazione delle (poche) corsie preferenziali, gli autobus viaggiano a velocità accettabili. L’altro motivo è tutto politico. Alle amministrazioni comunali in genere non interessa che funzioni il trasporto pubblico e non fa molto (o non fa abbastanza) per migliorare il servizio. Soprattutto quando servirebbero misure che potrebbero dispiacere agli automobilisti (corsie preferenziali, strade dedicate, divieto di sosta lungo i percorsi più importanti, ecc.). Se poi ci sono delle risorse si investono in opere costose e di dubbia utilità come i parcheggi in centro, aumentando così le cause della congestione e non certo riducendole come vorrebbero far credere.&lt;br /&gt;Preoccupa quindi questo atteggiamento “giustificazionista” – ampiamente evidenziato dai media - che assolve quegli automobilisti che, per disinteresse o per superbia, non fanno neppure lo sforzo di fare un confronto serio tra le varie modalità di trasporto e trascurano più o meno coscientemente i tempi e i costi complessivi del trasporto privato.&lt;br /&gt;Le colpe degli amministratori sono in tutta evidenza ancora più gravi ed è proprio la loro inerzia che alimenta le erronee convinzioni dei cittadini, i quali, a fronte di un trasporto pubblico insufficiente pensano che l’automobile sia opzione possibile per i propri spostamenti urbani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115823939350508151?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115823939350508151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115823939350508151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115823939350508151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115823939350508151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/09/italiani-costretti-ad-usare-lauto.html' title='Italiani &quot;costretti&quot; ad usare l&apos;auto'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115633375021987085</id><published>2006-08-23T12:56:00.000+02:00</published><updated>2006-08-23T13:49:10.306+02:00</updated><title type='text'>La Cassazione legittima la sosta selvaggia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/sostaselvaggia.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/sostaselvaggia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Un attimo: finisco il caffè e arrivo". Quante volte capita di sentire questa risposta (senza ombra di scuse) quando si cerca di riprendere possesso della propria autovettura "sequestrata" dalla sosta selvaggia di qualche altro automobilista. Normalmente non condivido la tendenza ad esprimere giudizi sulle decisioni della magistratura, che devono essere comunque rispettate, però farò un'eccezione per questa incomprensibile decisione che ha, di fatto, legittimato uno dei comportamenti più sgradevoli (e più diffusi) degli automobilisti nei nostri centri urbani: la sosta selvaggia. Premesso che la Cassazione valuta solo la legittimità e non il merito delle questioni, appare evidente che il risultato finale sorprende e amareggia.&lt;br /&gt;La magistratura, in pratica, ha stabilito che non commette alcuna infrazione  l'automobilista che si ferma in doppia fila lasciando acceso il&lt;br /&gt;motore, poiché, proprio il motore acceso dimostrerebbe che si tratta di fermata e non di sosta. In pratica quindi - aggiungo io - se ad un comportamento scorretto (la sosta in doppia fila) se ne aggiunge un altro, altrettanto scorretto (il motore acceso), va tutto bene madama la marchesa.&lt;br /&gt;E dire che per molti, che ritengono prioritario il rispetto degli altri ed un uso non invadente dell'automobile nei centri urbani, uno che parcheggia in doppia fila col motore acceso è un po' stronzo. E lo è tre volte. La prima, perché col suo comportamento blocca gli automobilisti che hanno correttamente parcheggiato la propria automobile e che devono aspettare i comodi del furbo di turno. La seconda perché parcheggiando sulla sede stradale aumenta i problemi di viabilità e di congestione del traffico urbano. La terza perché, lasciando il motore acceso, aumenta (inutilmente) il già elevato tasso di inquinamento delle nostre martoriate città. Ma, in fondo, avranno pensato i giudici, non è più importante un buon caffé?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115633375021987085?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115633375021987085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115633375021987085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115633375021987085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115633375021987085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/08/la-cassazione-legittima-la-sosta.html' title='La Cassazione legittima la sosta selvaggia'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115581597166181174</id><published>2006-08-17T13:28:00.000+02:00</published><updated>2006-08-17T13:59:31.713+02:00</updated><title type='text'>Road pricing a Milano: qualcosa di sinistra ad opera di un sindaco di destra</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/letizia-moratti.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/letizia-moratti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non sarà la soluzione finale, ma certo nel desolante panorama di amministratori comunali timorosi o incapaci di avviare politiche concrete per affrontare il problema della congestione nelle nostre aree urbane, l'annuncio della Moratti di voler istituire un ticket di ingresso per le automobili sembra qualcosa di rivoluzionario. Chi si occupa di mobilità urbana sa bene che non è più possibile pensare di rispondere alla domanda di mobilità attraverso le auto private e che è necessario adottare una serie di provvedimenti che sposti una quota significativa di spostamenti dal mezzo motorizzato privato ad a modalità più "sostenibili". Il "road pricing" - introdotto tra l'altro da diversi anni in una grande metropoli come Londra dal sindaco Livingstone - è uno di questi ed è di indubbia e comprovata efficacia. Da un lato infatti costituisce un deterrente per l'uso dell'automobile in ambito urbano, dall'altro rappresenta un gettito per l'amministrazione comunale, la quale può investire queste risorse per interventi finalizzati al miglioramento della mobilità. Perché allora ancora nessuno in Italia ha introdotto questa misura? La risposta è semplice: perché si sta diffondendo sempre di più una cultura politica basata sulla ricerca del facile consenso e non sull'assunzione della responsabilità di amministrare nell'interesse di tutti. Alla larga quindi da qualunque misura impopolare o che comunque causi malcontento in alcune fasce sociali. E nulla, in Italia, crea più insofferenza delle limitazioni o regolamentazioni della circolazione stradale. E così noi, ambientalisti, Verdi e di sinistra, che stiamo ancora aspettando che la giunta di centrosinistra che governa Roma dal 1993 vari finalmente una politica sulla mobilità concreta ed efficace, ci ritroviamo a dover dire, magari a denti stretti: brava Letizia, continua così!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115581597166181174?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115581597166181174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115581597166181174' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115581597166181174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115581597166181174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/08/road-pricing-milano-qualcosa-di.html' title='Road pricing a Milano: qualcosa di sinistra ad opera di un sindaco di destra'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115460074079497715</id><published>2006-08-03T11:45:00.000+02:00</published><updated>2006-08-03T12:25:40.963+02:00</updated><title type='text'>Parlamento in vacanza</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/parlamento.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/parlamento.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi terminano i lavori parlamentari. Il dibattito tra maggioranza e opposizione si trascina stancamente in attesa della sospirata pausa estiva. Alcuni interventi dell'attuale opposizione assomigliano molto a quelli che della precedente opposizione. Lo stesso si può dire per gli interventi della maggioranza. Tutto ciò lascia una sgradevole sensazione. Un cittadino non particolarmente attento alle questioni politiche si farebbe facilmente indurre al qualunquismo, al "tanto sono tutti uguali" e questo dibattito sembra voler confermare l'abusato luogo comune. Senza entrare nel merito dei provvedimenti - sempre innovativi e indispensabili per chi li propone e sempre portatori di miseria e drammi per chi li contrasta - bisognerebbe concentrarsi sulla questione del metodo. La fiducia non poteva essere considerata una scorrettezza nei confronti del Parlamento fino a pochi mesi fa e adesso uno strumento necessario (e viceversa). Il ricorso alla fiducia - così come il ricorso alla decretazione d'urgenza - andrebbe fatto con molta misura, cautela e discrezione e non si può dar torto a chi, nella minoranza, ne contesta e stigmatizza l'evidente abuso delle ultime settimane.&lt;br /&gt;Fa solamente sorridere che a dare lezioni di stile istituzionale sia la stessa coalizione che, quando era al governo, ha umiliato il ruolo del Parlamento, pur avendo numeri ben più confortanti di quelli dell'attuale maggioranza. Qualcuno dei ritrovati paladini della Carta Costituzionale adesso minaccia l'agitazione delle "piazze" qualora il Governo dovesse decidere di porre la fiducia sulla finanziaria. Neanch'io condivido l'uso della fiducia sul principale provvedimento di politica economica del Governo, ma bisognerebbe ricordare che il Governo Berlusconi è stato capace di mettere la fiducia in entrambi i rami del Parlamento proprio sull'ultima legge finanziaria (quella per l'anno in corso per intenderci). Speriamo quindi che questo traballante centrosinistra trovi la dignità per andare avanti con le proprie forze, altrimenti trovi il coraggio di ammettere che mancano le condizioni per la propria azione politica. Ma è avvilente dare legittimità ai predicozzi morali proprio di chi, fino a poche settimane fa, ha fatto strame della correttezza e del rispetto istituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115460074079497715?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115460074079497715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115460074079497715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115460074079497715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115460074079497715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/08/parlamento-in-vacanza.html' title='Parlamento in vacanza'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115331755937155193</id><published>2006-07-19T15:48:00.000+02:00</published><updated>2006-07-26T10:41:05.680+02:00</updated><title type='text'>La prepotenza paga</title><content type='html'>L'epilogo della vicenda governo-tassisti lascia un po' di amaro in bocca. L'unico a pensare che l'accordo nato dopo un lungo braccio di ferro con i rappresentanti della categoria è il ministro Bersani. Gli altri, i tassisti, i giornalisti, gli alleati e gli avversari politici, ritengono tutti che le misure di liberalizzazione tanto sbandierate si siano di gran lunga ridimensionate e la grande soddisfazione dei tassisti lascia intendere che per loro è una vittoria a tutto tondo.&lt;br /&gt;E' spiacevole pensare che, al di là del contenuto dell'accordo, sicuramente ben lontano dalle iniziali intenzioni del Governo, qualche categoria goda in Italia di un trattamento di notevole favore anche per quel che concerne le cosiddette "forme di lotta". In Val di Susa le forze dell'ordine hanno caricato inermi manifestanti senza fare troppi complimenti e lo stesso è avvenuto in altre manifestazioni in cui è stato sufficiente qualche pretesto per aggredire indistintamente chiunque partecipasse alle iniziative. E a Roma le rare volte in cui si svolge qualche manifestazione di ciclisti (comprese le critical mass) i partecipanti vengono considerati pericolosi sovversivi e in qualche occasione gli interventi delle forze dell'ordine sono state decisamente sproporzionate e qualche volta del tutto irrazionali. Fino a proibire, in violazione dei principi costituzionali, di muoversi con la bici anche singolarmente.&lt;br /&gt;La cosa migliore per la prossima critical mass sarà quella di invadere le strade usando l'automobile, magari con la bici montata sul tetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115331755937155193?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115331755937155193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115331755937155193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115331755937155193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115331755937155193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/07/la-prepotenza-paga.html' title='La prepotenza paga'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115217752615886182</id><published>2006-07-06T11:10:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T12:01:28.896+02:00</updated><title type='text'>La qualità della vita nelle città italiane</title><content type='html'>In un precedente &lt;a href="http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/roma-si-sta-davvero-meglio.html"&gt;post&lt;/a&gt; avevo criticato i criteri adottati da Legambiente per cercare di dimostrare che Roma, sul piano della qualità della vita, fosse messa piuttosto bene. Nell'occasione - e non è un caso che fosse poco prima delle elezioni amministrative - si evidenziava quanto le cose andassero meglio rispetto a Napoli e Milano e si usavano criteri di valutazione scarsamente attendibili. Ebbene ieri Legambiente, smentendendo parzialmente gli entusiastici giudizi di poche settimane prima, ha reso pubblico un rapporto sul 26 città europee in cui Roma risulta al quintultimo posto per qualità della vita. Certo Milano e Napoli rimangono dietro, ma il dato che emerge è che a Roma le cose decisamente non vanno. Non c'è, in tutta evidenza, la capacità (o la volontà) di introdurre quei cambiamenti coraggiosi, ma necessari, che permetterebbero di migliorare la vivibilità di una città ormai assediata dalle auto, dallo smog e dai rifiuti. Come ha avuto modo di ricordare lo stesso Marco Lodoli con un articolo su Repubblica di oggi, in cui stigmatizza il cattivo stato del nostro centro urbano, che per l'immenso valore storico e architettonico dovrebbe essere trattato con grande rispetto e invece assomiglia sgradevolmente ad una città del Terzo Mondo (parole di Lodoli).&lt;br /&gt;Adesso anche Legambiente - che tradizionalmente è piuttosto benevola verso l'operato veltroniano - ammette che le cose nella capitale non vanno proprio benissimo. Nè si possono attribuire responsabilità alle amministrazioni passate (tutte sullo stesso solco) ma bisogna prendere atto che quanto fatto finora è del tutto insufficiente e serve un radicale cambio di rotta. Chi, se non i Verdi, con tre consiglieri comunali e un assessore, possono farsi promotori di una nuova politica ambientale? E' il caso quindi che escano dal guscio e facciano proposte forti, serie e convincenti, perché non avrebbe senso fare da stampella (verde) alla giunta veltroni, avallandone alcune discutibili scelte. Altrimenti si rischirebbe di dare ragione proprio a Legambiente che, per bocca del suo presidente, Roberto Della Seta, ha affermato che l'esperienza del partito dei Verdi sarebbe giunto al capolinea. Secondo me ha torto, ma - per quanto riguarda Roma - avrei bisogno di elementi concreti per poterlo dimostrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115217752615886182?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.legambiente.com/associazione/tnews.php?id=3277' title='La qualità della vita nelle città italiane'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115217752615886182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115217752615886182' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115217752615886182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115217752615886182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/07/la-qualit-della-vita-nelle-citt.html' title='La qualità della vita nelle città italiane'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-115201026866591956</id><published>2006-07-04T12:26:00.000+02:00</published><updated>2006-07-04T16:17:25.080+02:00</updated><title type='text'>Le liberalizzazioni: qualcosa di sinistra?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/agf84525970307141459_big%5B1%5D.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/200/agf84525970307141459_big%5B1%5D.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guarda un po'.&lt;br /&gt;Dopo cinque anni di governo iperliberista e che considerava il "mercato" un punto irrinunciabile dei suoi programmi, la prima, concreta, proposta di politica economica che cerca di liberalizzare alcuni settori, ridimensionando il potere di lobbies e corporazioni, viene proprio da un governo di centrosinistra. E i presunti liberisti già si lanciano come avvoltoi a raccattare il malcontento che - prevedibilmente - la proposta sta creando tra gli operatori economici coinvolti.&lt;br /&gt;Questo dovrebbe portare ad alcune riflessioni su come si fa politica normalmente in Italia. Intanto i programmi e le impostazioni politiche valgono solo sulla carta, ma poi, al momento del confronto sociale, possono essere annacquati (per non dire azzerati) dalla ben nota paura di perdere consenso oppure dalla tentazione di guadagnare quello degli scontenti. Si assiste così ad acrobazie del pensiero politico di esponenti del centrodestra (gli stessi che approvano condoni e legge delega ambientale) che diventano improvvisamente ambientalisti per cavalcare proteste contro indesiderate espansioni urbanistiche o localizzazioni di discariche di rifiuti. E così come abbiamo visto i liberisti difendere una legge a tutela del duopolio Rai-Mediaset per salvare poltrone e prebende ecco adesso che bollano come "comunista" una proposta che ha lo scopo di migliorare la qualità di alcuni servizi, di ridurne i costi per gli utenti e di cancellare alcune posizioni di privilegio.&lt;br /&gt;Indubbiamente anche nel centrosinistra la coerenza non è così salda, ma va sicuramente apprezzato il coraggio - soprattutto con questi deboli equilibri - di proposte di buonsenso come quella sulla liberalizzazione delle licenze dei taxi, apparentemente impopolare (per il grande fracasso della categoria colpita), ma sicuramente molto popolare tra gli utenti (di gran lunga molto più numerosi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-115201026866591956?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/115201026866591956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=115201026866591956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115201026866591956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/115201026866591956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/07/le-liberalizzazioni-qualcosa-di.html' title='Le liberalizzazioni: qualcosa di sinistra?'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114967551744001675</id><published>2006-06-07T11:36:00.000+02:00</published><updated>2006-06-07T12:18:37.500+02:00</updated><title type='text'>Il coraggio con la pelle degli altri</title><content type='html'>Ancora una volta si è tenuto un dibattito sull'ennesimo attentato in Iraq, che è costato un nuovo tributo di sangue da parte dei soldati italiani per una missione che, ipocritamente, qualcuno continua a definire "missione di pace".&lt;br /&gt;Ora bisognerebbe tornare indietro di qualche anno per ricostruire il modo in cui i paesi buoni (quelli occidentali) hanno creato le condizioni per rendere ingovernabile un paese. Siamo tutti d'accordo sul fatto che in Iraq c'era una terribile dittatura, cosa peraltro piuttosto diffusa in molti altri paesi (tra cui la Cina) che nessuno si sogna di attaccare. Si è parlato di armi di distruzione di massa, ma le uniche armi di distruzione di massa in Iraq le hanno usate gli americani per sterminare migliaia di inermi civili iracheni. Si è parlato della necessità di portare la democrazia in un paese, con l'arroganza ingenua di chi davvero pensa che sia così facile imporre una cultura democratica con le armi, senza contare che proprio la presenza delle armi esclude l'esercizio della democrazia. Si è parlato a sproposito di questioni di diritto, quando proprio il diritto (quello internazionale) è stato palesemente calpestato dal comportamento ottuso e sconsiderato degli Stati Uniti che hanno agito senza tenere nella minima considerazione i consessi internazionali (come l'Onu) che, pur con i loro grandi limiti, dovrebbero comunque avere un minimo di voce in capitolo.&lt;br /&gt;Ma queste sono cose ormai dette e ridette. Quello che conta è che l'Italia, per la sudditanza del nostro premier nei confronti di Bush, e per quella dei suoi alleati nei suoi confronti, si è gettata - violando la propria carta costituzionale - in una sanguinosa guerra nei confronti di uno stato sovrano.&lt;br /&gt;L'azione dei militari americani in molte circostanze è stata particolarmente dura e violenta anche nei confronti dei civili e numerosi sono stati i casi di violazioni dei diritti umani.&lt;br /&gt;Adesso qualcuno si stupisce perché gli eserciti delle forze del "bene" non siano visti con simpatia dalla popolazione irachena e molti bollano frettolosamente come "terrorismo" qualunque atto ostile nei confronti delle forze di occupazione.&lt;br /&gt;In tutto questo ci sono alcune centinaia di ragazzi italiani che, magari invogliati sotto il profilo economico, si sono ritrovati in una vera e propria zona di guerra, con tutto quello che ciò comporta in termini di pericolosità.&lt;br /&gt;Adesso il dibattito stantìo sul ritiro è ormai superato. La scelta di ritirare le truppe dall'Iraq - che comunque bisognerà aiutare ad uscire da una situazione drammatica - era stata già presa e l'ultimo attentato non cambia di una virgola la situazione. Dispiace ovviamente che altre vittime si aggiungano al lunghissimo elenco di morte e dolore causato dalla supponenza e superficialità dei potenti della terra. Fa riflettere però il fatto che per alcuni le categorie da utilizzare per le scelte di politica estera siano ancora quelle della "viltà" e del "coraggio",  accusando della prima chi vorrebbe che venisse rispettato l'art. 11 della Costituzione (l'Italia ripudia la guerra...) e attribuendo la seconda - ossia il coraggio - a chi se ne sta comodamente nella bouvette della Camera a disquisire di virtù militare. Ben strano coraggio però quello che trae la propria legittimazione dalla pelle degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114967551744001675?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114967551744001675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114967551744001675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114967551744001675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114967551744001675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/06/il-coraggio-con-la-pelle-degli-altri.html' title='Il coraggio con la pelle degli altri'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114855295936733959</id><published>2006-05-25T12:00:00.000+02:00</published><updated>2006-05-25T12:31:44.360+02:00</updated><title type='text'>Un governo di sinistra</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/politica/nuovo-governo-due/giuramento-governo/ansa_8151692_52230.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/politica/nuovo-governo-due/giuramento-governo/ansa_8151692_52230.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Senza dubbio Prodi ha ragione. Bisognerebbe che ministri e sottosegretari del governo appena insediato riducessero al minimo la smania di esternare e concordassero le dichiarazioni sulle questioni programmatiche, per evitare fughe in avanti e affermazioni che potrebbero rivelarsi inopportune. Appare però apprezzabile che in alcune circostanze gli esponenti del governo si sono mossi esattamente nella direzione che il popolo della sinistra si aspettava o, quantomeno, sperava.&lt;br /&gt;Certo parlare di tasse a pochi giorni da un'importante tornata elettorale non è consigliabile sotto l'aspetto strategico, ma la possibilità che venga reintrodotta la tassa di successione(annunciata da Visco) sembra pienamente condivisibile e in linea con il principio della progressività fiscale. Anche la bocciatura del ponte sullo stretto (da parte del ministro dei trasporti, Bianchi) va salutata con entusiasmo. Per non parlare dell'annuncio di un decreto che estenda la possibilità di regolarizzazione a tutti gli immigrati che hanno presentato la domanda in base alla legge Bossi-Fini (che, ipocritamente, parlava di una fantomatica chiamata di lavoratori, quando chiunque avesse un minimo di intelligenza sapeva benissimo che i "chiamati" erano già da tempo in Italia). Così come la volontà, annunciata da Pecoraro Scanio, di rivedere il famigerato decreto legislativo 152 del 2006, attuativo della legge delega, con cui la casa della libertà ha imposto al paese la sostanziale riscrittura delle leggi ambientali, portando il livello di tutela ai minimi storici, nonché quella di ridare linfa (e quindi risorse) alle aree protette, così maltrattate dalla gestione Matteoli.&lt;br /&gt;Concordiamo con la necessità - in parte dovuta alla situazione contingente - di una maggiore sobrietà tra i membri dell'esecutivo e di concordare collegialmente annunci e azioni del Governo, ma non possiamo che apprezzare che buona parte dei segnali dati siano "di sinistra" e questa è davvero una buona notizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114855295936733959?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114855295936733959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114855295936733959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114855295936733959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114855295936733959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/un-governo-di-sinistra.html' title='Un governo di sinistra'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114838732255029281</id><published>2006-05-23T14:26:00.000+02:00</published><updated>2006-05-23T15:27:12.696+02:00</updated><title type='text'>No ai Suv nei centri storici</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/2006.01.31Alfonso%20Pecoraro%20Scanio%2003.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/2006.01.31Alfonso%20Pecoraro%20Scanio%2003.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cosa ci si aspetta da un ministro dell'ambiente, soprattutto se ambientalista e - perché no? - autorevole esponente del partito (quello dei Verdi) che fa delle questioni ambientali uno degli elementi portanti della propria azione politica? E' facile. Ci si aspetta che dica appunto "qualcosa di verde" e, soprattutto, che faccia "qualcosa di verde" (magari anche più di qualcosa).&lt;br /&gt;E una delle prime uscite del ministro Alfonso Pecoraro Scanio è stata proprio quella di dire quel "qualcosa di verde" che ci si aspettava: "Fuori i SUV dai centri storici". Certo, detta così è una semplificazione priva di senso. E, in effetti, non è stata detta propriamente così. Però, visto e considerato che i media hanno bisogno di semplificazioni (più i media che i lettori credo, i quali molto spesso sono più attenti e preparati di quanto qualcuno non voglia pensare) la frase ad effetto è "fermiamo i SUV" o qualcosa del genere e con questa si fanno i titoli dei giornali.&lt;br /&gt;La questione è senza dubbio più complessa e rientra nella politica della mobilità urbana che andrebbe adottata nel nostro paese e soprattutto nelle nostre città di medie e grandi dimensioni. Precludere ai SUV l'accesso ai centri storici non risolve certo i molti problemi che affliggono i nostri insediamenti urbani, ma il segnale è ben preciso e va interpretato correttamente. Non è l'azione demagogica e vessatoria nei confronti di una categoria di automobilisti, ma l'affermazione della necessità di adottare - cominciando dall'ambito urbano - un modello di mobilità che non sia energivoro, che non sia inquinante, che non sottragga inutilmente spazio alla collettività e che aumenti l'insicurezza complessiva, specialmente per gli utenti deboli della strada (anziani, pedoni, portatori di handicap, ciclisti). I SUV sono esattamente la concentrazione di tutto ciò che va nella direzione sbagliata ed è per questo che è giusto penalizzarli. Ben venga quindi questo primo passo per restituire alle nostre città una corretta dimensione di vivibilità, ma senza dimenticare che molte altre cose debbono essere fatte e possibilmente senza indugiare troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114838732255029281?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114838732255029281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114838732255029281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114838732255029281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114838732255029281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/no-ai-suv-nei-centri-storici.html' title='No ai Suv nei centri storici'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114807424356605973</id><published>2006-05-19T23:23:00.000+02:00</published><updated>2006-05-19T23:35:18.090+02:00</updated><title type='text'>Il Governo Prodi è partito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/afp_8165377_47530.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/afp_8165377_47530.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Governo Prodi è partito. Certo rispetto alle aspettative si cominciano già a vedere alcuni segnali non troppo incoraggianti. Intanto il numero complessivo di ministri e sottosegrati, tanti, forse troppi ed è lecito pensare che la scelta dipenda più da esigenze di equilbri interni alla maggioranza che dalle reali necessità del paese. Sin qui nulla di nuovo, magari il segnale forte di cambiamento non si è avuto, ma bisogna pur tener conto del bisogno di non scontentare troppo alcuni alleati. Non viviamo sulla luna e ce ne facciamo una ragione.  Sulla questione delle donne non c’è molto da dire. Non è che le donne difettino nel centrosinistra e ce ne sono molte di grandissima caratura umana e politica. Le misteriose ragioni per cui non si è riusciti a valorizzarle sono vecchie quanto la politica: sono rimaste tagliate fuori dalle logiche di potere, l'unico campo in cui il gentil sesso non è ancora riuscito ad eguagliare il sesso che evidentemente tanto gentile non è. Ma l’elemento che suscita maggiore delusione è la conferma del ministro per l’attuazione del programma. Un incarico “inventato” dal centrodestra per dare un ruolo ad un personaggio che era riuscito a congelare per alcuni giorni la nostra carta costituzionale, facendo calpestare proprio la parte che contiene i diritti fondamentali ed inviolabili che dovrebbero essere garantiti a chiunque, con tanto di intervento di Amnesty International. Un ruolo evidentemente fasullo che, giustamente, era stato oggetto di irrisione e scherno da parte di molti politici del centrosinistra e di alcuni giornalisti. Critiche che però, inspiegabilmente, non sono state ribadite in questi giorni. Qualcosa di Verde pensava che un ministero per l’attuazione del programma fosse qualcosa di veramente ridicolo e non puà certo smettere di pensarlo solo perché è cambiato il colore politico di chi ne assume l’incarico…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114807424356605973?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114807424356605973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114807424356605973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114807424356605973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114807424356605973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/il-governo-prodi-partito.html' title='Il Governo Prodi è partito'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114770403861346890</id><published>2006-05-15T15:26:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T11:52:26.143+02:00</updated><title type='text'>A Roma si sta davvero meglio?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/traffico.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/traffico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta i giornali pubblicano una provvidenziale indagine - questa volta curata da Legambiente - attraverso la quale si stabilisce che a Roma le cose vanno un po' meglio rispetto alle altre grandi città (Napoli, Milano e Torino). In un lungo articolo di Repubblica vengono evidenziati alcuni "primati" capitolini rispetto alle altre metropoli. Certo, i numeri non sono opinioni e pertanto, a meno di non volerne mettere in dubbio la veridicità, c'è poco da dire. Se nel confronto - numerico - Roma può vantare una situazione migliore, bisognerebbe prenderne semplicemente atto.&lt;br /&gt;Però sarebbe opportuno, senza nulla togliere al pregevole lavoro di ricerca fatto da Legambiente e di informazione fatto dai quotidiani, dare qualche elemento in più per "capire" i numeri che vengono diffusi.&lt;br /&gt;Prima di tutto è meglio chiarire che il fatto che qualche parametro registri un valore superiore rispetto ad altre tre difficili realtà urbane non comporta necessariamente che quel parametro sia in assoluto positivo. E’ probabile che sia semplicemente un po’ meno peggio degli altri. Quindi – ad esempio – se a Torino e Milano il numero di giorni in cui viene superato il limite tollerabile di concentrazione di polveri sottili è – ad esempio – il triplo di quanto consentito dalla normativa vigente, sarà sufficiente che a Roma questo valore sia il doppio per dire che “va meglio” a Roma rispetto alle altre due città. Ma si potrà – onestamente – dire che “va bene”?&lt;br /&gt;Poi bisognerebbe valutare quanto alcuni dati – che sul piano numerico sono ineccepibili – corrispondano ad una situazione “di fatto” e, come tale, apprezzabile. Se, ad esempio, l’amministrazione decide di creare un’area pedonale o un parco urbano o una zona a traffico limitato, ma si limita ad emanare un’ordinanza che non produce alcun effetto concreto (e la zona pedonale viene impunemente attraversata da auto e moto, il parco urbano è abbandonato all’incuria e al degrado e la ZTL è un colabrodo) come bisogna computare quelle aree che solo nominalmente hanno determinate caratteristiche?&lt;br /&gt;Infine bisognerebbe rispolverare la non sempre chiara distinzione tra valore assoluto e valore relativo (o percentuale). E’ pertanto poco corretto esaltare alcuni valori (come l’estensione delle zone pedonali o l’ampiezza della rete di piste ciclabili) senza tener conto che il comune di Roma, con i suoi 1307 km quadrati, è il più grande d’Italia e che pertanto la rete di piste ciclabili diventa ben poca cosa in un ambito territoriale così ampio. E, infatti, Torino, Napoli e Milano insieme non raggiungono la metà della superficie di Roma e di questo bisognerebbe tener conto quando si stilano le classifiche. Classifiche che, del resto, significano davvero poco, visto che la situazione è evidentemente poco allegra per tutti e in questo poco confortante panorama, credo sia una ben magra soddisfazione la consapevolezza che c’è qualcuno – in qualche altra metropoli italiana – che sta peggio di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114770403861346890?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114770403861346890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114770403861346890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114770403861346890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114770403861346890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/roma-si-sta-davvero-meglio.html' title='A Roma si sta davvero meglio?'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114743719109971960</id><published>2006-05-12T13:57:00.000+02:00</published><updated>2006-05-12T14:33:11.110+02:00</updated><title type='text'>Beppe Grillo e la benzina</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/1600/tricicloantico.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/tricicloantico.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Circola, anzi ricircola, in rete, una vecchia iniziativa (almeno dal 2003, ma probabilmente da prima) con il lodevole intento di attivare una forte pressione nei confronti delle compagnie petrolifere per indurle ad abbassare il prezzo alla pompa dei carburanti. Non entro nel merito della proposta, basata su un meccanismo di boicottaggio mirato a due delle principali compagnie, in modo da indurle ad abbassare i prezzi, attivando un circuito virtuoso di calmierazione. Quindi, vista dalla parte del consumatore "semplice" (preoccupato quindi soprattutto del proprio portafoglio), sembra una buona idea. Purché si abbia la consapevolezza che un'operazione come quella proposta non può portare riduzioni superiori al 5 o 6 per cento, tenendo conto dei costi incomprimibili dei carburanti (petrolio, raffineria, distribuzione, ecc.) e di quelli comprimibili solo a spese del bilancio dello stato (accise e tasse).&lt;br /&gt;Per chi invece, come il sottoscritto, pensa che la questione energetica, dei consumi, del trasporto, vada affrontata in un ottica un po' più ampia, la proposta appare di corto respiro. Bisogna invece puntare alla revisione - per esempio - del modello di consumo dei paesi occidentali (assolutamente incompatibili con le risorse disponibili), al cambiamento delle scelte produttive e commerciali, con conseguenti spostamenti inutili di tonnellate di merci per migliaia di chilometri, alla correzione del nostro modello di mobilità - soprattutto a livello urbano (dove l'Italia detiene un triste primato di "squilibrio modale") - incentrato sul mezzo motorizzato privato (e anche qui le conseguenze sono tutte negative, in termini di mobilità, incidentalità, costi, salute e qualità della vita).&lt;br /&gt;L'unico vero sistema per ridurre i costi energetici complessivi è quello legato al vecchio principio economico della domanda e dell'offerta. Proviamo a ridurre la domanda (quella inutile e dannosa ovviamente) e ci saranno benefici non solo sul costo dell'offerta (che comunque vanno letti positivamente), ma soprattutto per il nostro ambiente, per noi e per il nostro benessere. E non mi sembra poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114743719109971960?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114743719109971960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114743719109971960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114743719109971960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114743719109971960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/beppe-grillo-e-la-benzina.html' title='Beppe Grillo e la benzina'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114725422817976500</id><published>2006-05-10T11:17:00.000+02:00</published><updated>2006-05-10T11:49:18.356+02:00</updated><title type='text'>Qualità della vita a Roma, ottima e abbondante</title><content type='html'>Si sa che in campagna elettorale si tende a minimizzare i meriti degli avversari e a sopravvalutare i propri, ma l'enfasi con cui il centrosinistra ha diffuso i dati di un sondaggio secondo cui i romani sarebbero ben felici della qualità della vita nella Capitale, mi sembra - in tutta franchezza - fuori luogo.&lt;br /&gt;A Roma l'aria è irrespirabile, i trasporti pubblici sono inadeguati e inefficienti e il combinato disposto della insufficiente pianificazione della mobilità, della domanda di trasporto elevatissima, dello scarso senso civico di molti automobilisti e motociclisti e di qualche altra concausa rendono Roma una città davvero poco accogliente. Ne sanno qualcosa i disabili e le mamme (o i papà) per i quali spostarsi è difficile e pericoloso e ai quali i mezzi pubblici sono - di fatto - preclusi.&lt;br /&gt;Come si fa a dire - come sbandierato da "Repubblica" - "Qualità della vita, Roma promossa", quando al 31 marzo gli sforamenti delle polveri sottili erano già stati ben 45 (ossia un giorno su due) e che quindi saremo in violazione della direttiva europea da qui alla fine dell'anno. E non è, evidentemente, un problema di rispetto delle norme comunitarie, ma un problema di salute dei cittadini (inutile ricordare la correlazione tra valori degli inquinanti e insorgenza di patologie, anche gravi).&lt;br /&gt;Certo, in un afflato di onestà, ad un certo punto anche Veltroni ammette la debolezza del sistema del trasporto pubblico, imputando però il problema alla mancanza di una rete metropolitana efficiente. Questo vuol dire che - visti i tempi e i costi della realizzazione di linee metropolitane - i romani dovranno rassegnarsi a stare almeno altri trent'anni in questa situazione, perché - a quanto pare - un'altra possibile soluzione al nostro sindaco non è venuta in mente. Noi qualche suggerimento ce l'avremmo. A costi decisamente più bassi e con tempi ragionevoli. Presuppone però un requisito che in questi anni è mancato agli amministratori capitolini: il coraggio di scelte radicali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114725422817976500?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114725422817976500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114725422817976500' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114725422817976500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114725422817976500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/qualit-della-vita-roma-ottima-e.html' title='Qualità della vita a Roma, ottima e abbondante'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114710556995989317</id><published>2006-05-08T18:10:00.000+02:00</published><updated>2006-05-08T18:26:09.966+02:00</updated><title type='text'>Il simbolo dei Verdi</title><content type='html'>Nel simbolo utilizzato dai Verdi per le elezioni amministrative capitoline la parola "pace" è stata ridotta a dimensioni misurabili nell'ordine di qualche micron per fare spazio al nome di Veltroni. La decisione - come tutte le decisioni prese dai Verdi di Roma e del Lazio da diversi anni a questa parte - è stata presa senza tenere nella benché minima considerazione l'opinione dei Verdi (bisogna sbrigarsi, non c'è tempo...) e induce a qualche pacata riflessione.&lt;br /&gt;Si ha come l'impressione che questo sia un piccolo stratagemma per racimolare il voto di qualche sprovveduto fan veltroniano. Come se temessimo che il nostro messaggio possa non essere sufficiente a determinare una indicazione di voto convinta e consapevole e quindi puntiamo a recuperare il consenso di chi - alla luce dei fatti - il voto a noi non dovrebbe darlo. Perché se la politica dei Verdi romani fosse davvero del tutto allineata (e purtroppo nella scorsa consiliatura la è stata fin troppo) alle scelte di Veltroni, allora saremmo di fronte a due problemi: il primo è che non si capisce quale sia il ruolo dei Verdi, visto che a dare la linea politica veltroniana ci sono forze politiche e liste che lo fanno molto più autorevolmente dei Verdi. Il secondo è che se davvero - come piacerebbe a Qualcosa di Verde - ai Verdi compete il delicato e difficile ruolo di restituire spazio e credibilità alle politiche ambientali, allora il nome di Veltroni sul simbolo ce lo potevamo davvero risparmiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QdV&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114710556995989317?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114710556995989317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114710556995989317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114710556995989317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114710556995989317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/il-simbolo-dei-verdi.html' title='Il simbolo dei Verdi'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114684390901964322</id><published>2006-05-05T17:33:00.000+02:00</published><updated>2006-05-05T17:45:09.026+02:00</updated><title type='text'>Lo scempio delle affissioni selvagge</title><content type='html'>Non c'è verso. In alcune parti d'Italia (a partire dal Lazio e proseguendo verso sud) non si è capaci di darsi delle regole di comportamento per la pubblicità (commerciale, ma soprattutto politica) attraverso i manifesti.&lt;br /&gt;Ogni tornata elettorale si assiste ad uno scempio indegno delle città - e Roma sotto questo aspetto penso sia imbattibile - con manifesti attaccati in ogni dove, senza regole, senza rispetto e senza decoro. Nessun partito si sottrae a questo gioco folle e perverso e l'unica soluzione è quella di stampare quantitativi stratosferici di manifesti e pagare decine di squadre di affissori (il volontariato in questi casi è destinato a soccombere) per rimanere esposti qualche decina di minuti. Fino all'arrivo del successivo passaggio.&lt;br /&gt;Neanche i Verdi - che pure all'inizio della loro storia facevano della correttezza e del rispetto della città un punto di forza delle proprie istanze - sono stati capaci di mantenere un comportamento diverso. Io stesso, dopo essermi lamentato per un atteggiamento così poco coerente con le nostre ideologie, sono stato tacciato di uno scarso senso pratico. Perché il principio che vige è molto semplice: se tu sei il buono puoi permetterti il lusso di violare le regole, in fondo lo fai per il bene di tutta la collettività. Un po' come nei film western, dove il buono poteva essere anche un po' stronzo, l'importante era che lui rappresentava il bene e questo bastava a giustificare qualunque scorrettezza.&lt;br /&gt;La patente di buoni ovviamente si autoattribuisce e questo lascia capire il motivo di questo degrado complessivo della politica - a destra come a sinistra - dove anche i nepotismi, le clientele, le furbizie piccole e grandi sono sempre giustificate dal fatto di essere i "buoni". E quello delle affissioni selvagge è davvero ben poca cosa di fronte ad una situazione di gran lunga più sconfortante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114684390901964322?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114684390901964322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114684390901964322' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114684390901964322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114684390901964322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/lo-scempio-delle-affissioni-selvagge.html' title='Lo scempio delle affissioni selvagge'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-27586933.post-114683783155445922</id><published>2006-05-05T16:02:00.000+02:00</published><updated>2006-05-05T16:03:51.566+02:00</updated><title type='text'>Elezioni politiche: una paese in difficoltà</title><content type='html'>ELEZIONI 2006: IL VOTO DI UN PAESE IN DIFFICOLTA’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha vinto le elezioni? Questo è (e sarà) il tormentone post-elettorale, la cui durata non sarà breve. La polemica che si accende in queste circostanze riguarda sempre la presunta mancanza di titolarità – politica prima che giuridica – a governare il paese in assenza di una chiara maggioranza di consensi. Questo tipo di dibattito è iniziato con la trasformazione del sistema politico (non tanto del sistema elettorale che non è ancora riuscito a diventare un maggioritario compiuto) da partitico puro a bipolare. Il fatto cioè che ci siano due schieramenti che si contendono il voto degli elettori per ottenere un consenso sufficiente a prendere in mano le redini del Paese. Di fatto il “paese spaccato” non è una novità del 2006 ed è sufficiente ripercorrere le tappe della nuova era (la seconda repubblica?) per affermare che in Italia non c’è mai stata una maggioranza “vera” a governare il paese. Nel 1994, prima vittoria di Berlusconi, si presentarono tre coalizioni (in realtà quattro perché il polo si invento due alleanze distinte per far digerire reciprocamente la presenza di Alleanza Nazionale e Lega nella stessa coalizione) e i voti presi dalla “Casa delle libertà” non raggiunsero la maggioranza assoluta dei votanti e non riuscirono a mantenere in piedi il Governo solo per le risse interne dei partiti della coalizione. Nel 1996 vinse l’Ulivo e tutti gli esponenti del polo hanno urlato ai quattro venti che era un governo “illegittimo” (addirittura..) perché non godeva del consenso della maggior parte degli italiani. Osservazione che però non fecero nel 2001 quando a vincere fu il Polo, ma sempre senza avere la maggioranza assoluta dei voti (la sinistra in quella circostanza pensò bene di andare al voto divisa in ben tre pezzi, con le conseguenze che tutti conosciamo). Alla fine del 2005 Berlusconi, sulla base di una situazione sfavorevole (o presunta tale) per il Polo, ha fatto approvare in fretta e furia una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza per mitigare – secondo i suoi astuti consiglieri – il rischio che una vittoria dell’Unione potesse trasformarsi in una maggioranza schiacciante in Parlamento. E’ noto infatti che, con il sistema del voto nei collegi uninominali e il trucchetto delle liste civetta per aggirare il meccanismo dello scorporo (che favoriva la coalizione perdente), è possibile – anche se non assolutamente certo, perché dipende dalla distribuzione territoriale dei voti - ottenere un numero di deputati di gran lunga più elevato, in proporzione, rispetto ai voti effettivamente conseguiti.&lt;br /&gt;Evidentemente neanche Berlusconi nutriva grande fiducia nelle sue indiscutibili capacità di imbonitore, attraverso le quali invece – ribaltando tutti i pronostici – è riuscito in un recupero formidabile ed è arrivato a tagliare il traguardo in volata a pochi millesimi da Romano Prodi. Bisognerebbe riaggregare i dati di lunedì sui collegi uninominali della vecchia legge elettorale per capire quanti parlamentari sarebbero andati all’una e all’altra coalizione, ma non è difficile ipotizzare che ci potrebbero essere due rami del parlamento con maggioranze non necessariamente dello stesso segno, ma, in ogni caso, con differenze minime nel numero dei parlamentari, con una ancora maggiore difficoltà di formare un governo stabile e duraturo.&lt;br /&gt;Su questo punto bisogna fare assolutamente chiarezza: il fatto che possano esserci due maggioranze diverse non dipende in particolare da “questa” legge elettorale, ma è connaturato al fatto che ci siano due corpi elettorali diversi (alla Camera votano anche i ragazzi dai 18 ai 25 anni) e che dispongono di due schede diverse. Non si può per principio escludere che un elettore dia indicazioni di voto diverse nei due rami del Parlamento e questo può comportare (in caso di sostanziale equilibrio) a situazioni come quella che si è verificata alle ultime politiche.&lt;br /&gt;Non è il caso adesso di dilungarsi sulla questione dei sistemi elettorali ed è evidente che questa legge elettorale, studiata per penalizzare il centrosinistra, ha finito per ottenere l’effetto contrario con il paradosso che al Senato la pur risicata maggioranza degli eletti dell’Unione non corrisponde ad una maggioranza di voti. Né gli esponenti del centrodestra possono considerare la legge ingiusta, perché sono stati loro a redigerla e ad imporla al Parlamento ed al Paese. L’altro paradosso è dato dal voto degli italiani all’estero - che mi entusiasma poco per il discutibile apporto che alle scelte di governo viene dato da chi, di quelle scelte, non è il destinatario - voluto fortemente dal centrodestra, ma che ha premiato i candidati dell’Unione (forse perché all’estero sono riusciti a farsi meglio un’idea dell’operato di Berlusconi &amp; Company).&lt;br /&gt;Resta il fatto che le regole, quando ci sono e sono chiare, vanno accettate e rispettate, anche se non sono del tutto condivise. Vanno giustamente criticate ed è altrettanto legittimo chiedere di modificarle per il futuro, ma così come il centrosinistra è andato alle elezioni con quelle regole (che non ha voluto) il centrodestra (che quelle regole ha voluto) non può adesso avventurarsi in tortuose argomentazioni per delegittimare l’assunzione da parte del centrosinistra della responsabilità di governo. Ancor più grave appare il tentativo di adombrare congetture sulla regolarità del voto, quando, a rigor di logica, la responsabilità sull’andamento delle operazioni di voto e di spoglio è in capo allo stesso esecutivo che giudica irregolari quelle operazioni.&lt;br /&gt;E’ pertanto il caso che le due coalizioni – insieme – riflettano sui limiti e sui difetti di questa legge elettorale e che elaborino rapidamente un nuovo meccanismo, privo di furberie e di astuzie e che abbia tutti i requisiti di governabilità e rappresentanza che non possono mancare in una democrazia. Da parte del centrosinistra si potrebbe dare quella “lezione di stile” istituzionale che è mancata negli ultimi mesi della legislatura appena conclusa: le regole del gioco dovranno scritte tutti insieme e senza prevaricazioni o forzature, in modo da evitare polemiche e contestazioni, garantendo così al prossimo vincitore la possibilità di avviare, subito dopo l’insediamento del nuovo Parlamento, un governo che possa operare per cinque anni e – possibilmente – nell’interesse del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tullio Berlenghi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 aprile 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/27586933-114683783155445922?l=qualcosadiverde.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/feeds/114683783155445922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=27586933&amp;postID=114683783155445922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114683783155445922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/27586933/posts/default/114683783155445922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://qualcosadiverde.blogspot.com/2006/05/elezioni-politiche-una-paese-in.html' title='Elezioni politiche: una paese in difficoltà'/><author><name>Qualcosa di Verde</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16750215309493812042</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://photos1.blogger.com/blogger/1315/2909/320/insetto%20verde.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
